Comune Cortale: Antonio Mungo, “inarrestabile decadimento della politica cortalese”

Antonio Mungo

Cortale, 24 aprile 2026 – “L’inarrestabile decadimento della politica cortalese appare ormai con chiarezza evidente. La riunione del Consiglio Comunale svoltasi ieri ha restituito un’immagine desolante: la sala consiliare, con le sue eleganti poltrone rosse, completamente vuota.
Non si tratta più di un episodio isolato, ma di una consuetudine consolidata. Da tempo si registra una partecipazione sempre più scarsa ai lavori consiliari, segnale inequivocabile di un crescente disinteresse verso la vita amministrativa del paese, al punto che perfino il servizio di ordine pubblico non viene più garantito, perché probabilmente ritenuto superfluo.
Quando un territorio perde le proprie connessioni istituzionali -all’interno della comunità e verso altri comuni, la Regione, le reti economiche e culturali- il rischio è uno solo: l’isolamento.
L’entroterra vive già una condizione di svantaggio naturale, lontano dai centri in cui infrastrutture e servizi assicurano maggiori opportunità. Eppure, proprio nei luoghi più nascosti si custodiscono risorse preziose: paesaggi, identità, tradizioni. Una vocazione territoriale che potrebbe ancora tradursi in sviluppo, se davvero valorizzata.
Da qui nasce una domanda inevitabile: di quante e quali cose può realmente vantarsi Cortale?
Non basta un’insegna all’ingresso del paese a definirne l’identità, soprattutto quando ciò che si incontra non è all’altezza delle aspettative.
Arte, cultura e tradizioni rappresentano un patrimonio ereditato nel tempo. Ma non si può vivere soltanto di rendita.
Negli ultimi decenni è sotto gli occhi di tutti un progressivo imbruttimento urbanistico. È vero, si è intervenuti con una manutenzione ordinaria della parte centrale, quella più frequentata. Ma si tratta di interventi minimi, spesso limitati alla semplice pulizia quotidiana: necessari, ma non sufficienti.
Serve una visione. Serve una politica capace di ascoltare, coinvolgere e progettare. In assenza di tutto questo, Cortale rischia di restare sospesa tra ciò che è stata e ciò che avrebbe potuto essere.
A rendere ancora più evidente questo clima di disaffezione contribuisce l’atteggiamento del sindaco Francesco Scalfaro, che durante le sedute consiliari assume spesso toni irruenti, sfociando in una dialettica che sfiora i limiti della decenza. Interviene in modo predominante, lasciando agli altri consiglieri di maggioranza un ruolo passivo: presenti, ma silenziosi, incapaci di prendere posizione anche di fronte a evidenti sconfinamenti.
È stigmatizzabile una chiusura istituzionale che nega il confronto, così come non può essere accettato che ogni espressione di dissenso rispetto a scelte amministrative discutibili venga liquidata dal sindaco Francesco Scalfaro come mero rancore personale.
Il sindaco dovrebbe piuttosto riconoscere che il confronto critico è parte integrante della vita democratica. Non vi è alcuna minaccia, né alcun attacco personale: vi è semplicemente un’opposizione che esercita il proprio ruolo.
Queste sono solo alcune delle considerazioni che ieri, al termine del mio intervento a sostegno del voto contrario all’approvazione del verbale della seduta precedente -nello specifico il n. 6 relativo al Consiglio Comunale del 26 febbraio 2026- mi hanno indotto ad abbandonare l’aula.
Ho ritenuto doveroso esprimere voto contrario, evidenziando come la verbalizzazione non fosse corretta né pienamente corrispondente a quanto effettivamente discusso. Un rilievo che ho rivolto anche al segretario comunale, in qualità di estensore dell’atto.
È la prima volta, in tanti anni, che mi trovo in questa condizione: ho sempre votato a favore dell’approvazione dei verbali, ma in questa occasione le incongruenze erano tali da non consentirlo.
La questione esaminata riguardava l’approvazione dello schema di contratto di opzione d’acquisto finalizzato alla valorizzazione del bene culturale vincolato “Palazzo Cefaly”. In quella sede, nella riunione del 26 febbraio 2026, i Consiglieri Comunali del gruppo di opposizione -Rocco Cristofaro, Antonio Mungo e Francesco Asscone- avevamo espresso voto favorevole.
Tale voto, tuttavia, era esplicitamente condizionato all’accoglimento di alcune rilevanti osservazioni e richieste di rettifica, condivise nel corso della discussione ma non riportate nel verbale oggetto di contestazione.
Bisognava forse tacere di fronte a un’evidente discordanza? Io non l’ho fatto.
Ho espresso con chiarezza il mio disappunto, assumendomene pienamente la responsabilità, un operato che è stato -e resterà- coerentemente critico verso tutto ciò che non è condivisibile.
Questo è il senso della libertà: poter esprimere il proprio pensiero senza timore e senza condizionamenti. Una libertà che intendo continuare a esercitare, con rispetto ma con fermezza, perché il confronto democratico si fonda sulla verità, non sulla sua alterazione.
Sul futuro, qualche interrogativo resta. Vale ancora la pena portare avanti battaglie, e soprattutto per chi e per cosa? Alla fine, sarà sempre Cortale -e saranno sempre i cortalesi- a scegliere da chi essere rappresentati.
Resta solo da auspicare che tale fiducia continui a tradursi in risultati all’altezza delle aspettative, e che mai nessun sipario possa calare per poi riaprirsi con nuovi scenari, magari deludenti.
Chi vivrà vedrà…..”

Antonio Mungo – Consigliere Comunale Cortale