Lamezia Terme, 22 giugno 2026 — I sussurri nei corridoi del palazzo comunale si trasformano in dichiarazioni ufficiali. Questo pomeriggio i fari della politica lametina saranno tutti puntati sulla conferenza stampa di Wanda Ferro, Sottosegretaria all’Interno e plenipotenziaria di Fratelli d’Italia in Calabria. Un appuntamento slittato di quarantotto ore che, anziché spegnere i riflettori, ha amplificato l’attesa e la tensione negli ambienti cittadini. Sul tavolo c’è il futuro della giunta guidata dal sindaco Mario Murone e, più in generale, la tenuta di una coalizione di centrodestra che sembra aver smarrito la bussola degli equilibri interni.
Per comprendere i motivi dell’irrigidimento dei meloniani è necessario fare un passo indietro all’inizio di gennaio, mese in cui l’esecutivo Murone ha perso pezzi da novanta. Le dimissioni dell’assessora al Bilancio, Giulia Bifano, espressione di Fratelli d’Italia, seguite a ruota da quelle di Gabriella De Sensi, alla guida dei Lavori Pubblici per la lista leghista Lamezia Domani, hanno lasciato l’azione amministrativa monca per mesi su deleghe cruciali per l’ente. La successiva soluzione adottata dal primo cittadino per superare l’impasse delle quote rosa ha finito però per scontentare il partito della fiamma. Per sbloccare la situazione, il sindaco ha infatti nominato al Bilancio una figura tecnica, la docente universitaria Maria Nardo, affidando successivamente i Servizi Sociali al leghista Mimmo Gianturco. Una mossa che ha escluso l’avvocato Cesare Materasso, il nome proposto da Wanda Ferro, lasciando il primo partito della coalizione fortemente sotto-rappresentato nell’esecutivo e accumulando malumori che per mesi sono stati tenuti sotto stretto riserbo.
A far traboccare un vaso già colmo sono stati i recenti sommovimenti tettonici registrati all’interno della maggioranza consiliare. Il passaggio del gruppo della Lega sotto le insegne del movimento legato a Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, e il cambio della guardia al vertice del coordinamento lametino, con l’estromissione di Antonietta D’Amico a favore di Donatella Amicarelli, hanno radicalmente mutato la geografia politica della coalizione. È proprio su questo punto che i meloniani hanno deciso di piantare le proprie bandiere. Fonti vicine al partito sottolineano come la composizione della Giunta non rispecchi più il reale peso politico emerso dalle urne e modificatosi in consiglio. Il documento formale già recapitato a Murone parla chiaro: serve un riequilibrio immediato degli assetti di governo, il che si traduce nella richiesta esplicita di un secondo assessorato che riconosca il contributo decisivo dato da Fratelli d’Italia per la vittoria elettorale del centrodestra.
Il sindaco si trova ora a dover gestire una crisi di posizionamento tutt’altro che semplice, stretto in una morsa strategica. Da un lato, cedere alle richieste di Wanda Ferro significherebbe rimettere mano alle deleghe con il forte rischio di scontentare l’ala leghista e vannacciana, ringalluzzita dai nuovi posizionamenti d’area. Dall’altro, ignorare il diktat del primo partito della coalizione aprirebbe una ferita insanabile in consiglio comunale, rischiando di paralizzare l’attività amministrativa o, nel peggiore dei casi, di staccare definitivamente la spina alla consiliatura provocando il commissariamento del Comune.
La partita lametina, d’altronde, non è una semplice bega locale, poiché Lamezia Terme rappresenta da sempre un laboratorio politico cruciale per tutta la Calabria centrale. L’esito di questo braccio di ferro potrebbe ridefinire i rapporti tra le principali forze del centrodestra, tant’è che la conferenza stampa di oggi alle ore 15,30 nella sala meeting dell’Albergo Centrale con l’on. Wanda Ferro, alla presenza di dirigenti del partito, assomiglia sempre di più a un definitivo “dentro o fuori”. Wanda Ferro è pronta a tracciare la linea rossa, dopodiché la palla passerà interamente nelle mani di Mario Murone.









