Suicidio medicalmente assistito in Calabria: al via la raccolta firme per la proposta di legge regionale “Liberi Subito” dell’Associazione Luca Coscioni

Reggio Calabria, 28 maggio 2026 – L’Associazione Luca Coscioni invita la stampa al primo tavolo di raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” proposta dall’Associazione Luca Coscioni, finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito.

Obiettivo: 5.000 firme entro fine novembre 2026

Venerdì 29 maggio, ore 17:00

Piazza Camagna, Reggio Calabria

Parte, dunque, anche in Calabria, dopo Lombardia, Piemonte e Lazio, l’iniziativa popolare per chiedere al Consiglio regionale e quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate leggi regionali per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

La sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito, infatti, che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Interverrano i membri del Comitato promotore Liberi Subito Calabria: Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso, Maria Teresa Prestanicola e gli attivisti della Cellula Coscioni di Reggio Calabria: Damiano Barbagallo e Serena Violante, Silvia Martino, Sebastiano Plutino.

Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Fino ad ora non è stato mai consentito ad alcun cittadino calabrese di ottenere l’aiuto alla morte volontaria, e questo dato, a fronte di una realtà sociale che non abbiamo motivo di ritenere di essere diversa da quella di altre Regioni, non può che essere il risultato della disinformazione di medici e pazienti e dell’assenza di norme regionali attuative della sentenza della Corte costituzionale.

Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, chiediamo al Consiglio regionale della Calabria di intervenire. Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali,  alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni calabresi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.