Regione: Oliverio, nuova Giunta risultato rinnovamento epocale

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Catanzaro – “Il nuovo governo regionale e’ espressione di una qualificata rappresentanza femminile e di alte competenze delle universita’ calabresi. La nuova Giunta e’ la risultante di un rinnovamento epocale agevolato anche dalle dimissioni del presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel presentare la proposta per la nuova Giunta regionale. “C’e’ – ha spiegato – da affermare una netta discontinuita’ con il passato: l’indagine sui finanziamenti ai Gruppi consiliari appartiene alla scorsa legislatura. Sarebbe ingeneroso ed ingiusto che gli effetti di una indagine rivolta al passato si scaricassero sulle responsabilita’ dell’attuale Consiglio regionale ed offuscassero il necessario progetto di cambiamento per dare un futuro alla Calabria. E’ questa una linea di demarcazione non dettata dai tempi e dal merito delle indagini della Magistratura, verso cui ripongo rispetto e piena fiducia – ha spiegato Oliverio – ma una autonoma scelta politica di cui mi assumo la piena responsabilita’. Non sono gli avvisi di garanzia o la sconfessione di una opportuna concezione garantista a determinare tale orientamento”.

A proposito dell’indagine “Erga Omnes”, ha proseguito il governatore, “dovra’ essere fatta chiarezza nelle sedi proprie giudiziarie e sono certo che i consiglieri regionali attualmente in carica, Scalzo, Ciconte e Guccione, potranno dimostrare la loro estraneita’ alle accuse contestate”. “Compete anche e soprattutto a me – ha dichiarato ancora Oliverio – il dovere di tutelare l’immagine dell’Assemblea Regionale investita dal mandato dei calabresi nelle ultime elezioni regionali. Come ho sempre dichiarato la nomina della nuova Giunta e’ un atto che assumo, al momento di compimento della riforma dello Statuto Regionale”. Il presidente e’ anche entrato nei termini delle polemiche delle ultime ore: “La nomina di 7 assessori esterni non sminuisce tantomeno mortifica il ruolo del Consiglio regionale – ha detto – ma al contrario ne esalta la centralita’. E’ una scelta, innanzitutto, tesa a separare nettamente, in questa fase, la funzione amministrativa, esercitata dall’Esecutivo, da quella legislativa, di indirizzo, programmazione e controllo propria del Consiglio regionale. Ritengo siano questi, soprattutto nell’attuale contingenza politica e sociale, i principi basilari necessari a recuperare fiducia e credibilita’ ed a fare di questa Istituzione – ha concluso Oliverio – un motore di crescita e di sviluppo democratico, una “Regione normale””.