Regione: Salerno, “svolta epocale? No, stagione nera”

salerno-09-07
Reggio Calabria – “Una legislatura nata male e proseguita peggio. La confusione che sta caratterizzando la Regione Calabria dalla fine del novembre scorso non ha precedenti e non lascia che dubbi ed interrogativi sul futuro”. Cosi’ Nazzareno Salerno, consigliere regionale d’opposizione, commenta la designazione dei nuovi assessori. “Le dimissioni di Antonio Scalzo – evidenzia – da presidente del consiglio regionale hanno generato un caos da cui non pare affatto semplice uscire: le perplessita’ non riguardano solo gli aspetti politici ma anche quelli tecnici poiche’ va fatta piena luce sulle conseguenze di tale decisione. Non e’ chiaro infatti se decadano anche l’ufficio di presidenza e le presidenze delle commissioni permanenti e prima di imbattersi in un vicolo senza via d’uscita sarebbe necessario richiedere un autorevole parere giuridico dal quale dovrebbero emergere con assoluta certezza i passi da compiere. La svolta epocale di cui parla Oliverio – prosegue – e’ dunque da intendere come una delle stagioni piu’ nere che la Calabria abbia mai conosciuto: un anno gettato al vento in un periodo di crisi economica globale equivale all’aver compromesso il destino di un territorio che invece aveva bisogno di una programmazione puntuale e di un’azione ferma e determinata. Il presidente Oliverio ha inoltre dimostrato di brancolare nel buio piegandosi a richieste ed appetiti politici che nulla hanno a che fare con la Calabria, ha confermato insicurezza e debolezza al cospetto delle volonta’ provenienti dalla Capitale, ha smentito i suoi stessi annunci di cambiamento con scelte rispondenti a vecchie e logore logiche. Gli squilli di tromba del segretario regionale del Pd Ernesto Magorno – sottolinea ancora – si configurano, in questo contesto, come un’adunata nella Piazza Rossa atta a diffondere il verbo e gli ordini di politici romani ansiosi di dare sfogo alle proprie esigenze. L’incapacita’ di reagire di fronte all’azione di colonizzazione e’ plateale e ribadisce l’inadeguatezza di chi e’ abituato ad eseguire i diktat. Almeno i consiglieri regionali, soprattutto quelli che vivono la loro prima legislatura, – esorta – abbiano uno scatto d’orgoglio per tornare alla politica vera e rigettare le umiliazioni che i novelli padroni stanno imponendo”.