Regione: Ferro (FI), Calabria alla deriva in attesa del vento

rp_wanda-ferro-13-06-300x200.jpgCatanzaro – Sembra improvvisamente calato un preoccupante sipario sulla nostra regione, dilaniata da quasi un anno di governo, o meglio di non governo, targato Oliverio. I venti di cambiamento che avevano soffiato in campagna elettorale sono diventati brezze leggere prima e calma piatta poi, in un mare di problemi che affliggono i cittadini calabresi ove, smarrita la rotta (ammesso che il governatore l’abbia mai tracciata), la nave e’ alla deriva in attesa che qualche vento la sospinga verso la meta”. Lo afferma Wanda Ferro, vice coordinatrice regionale di Forza Italia. “Ma, come diceva Seneca – asggiunge la Ferro – non c’e’ vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Eppure il trasferimento degli uffici regionali nella nuova sede di Germaneto poteva rappresentare una occasione di ritrovato entusiasmo e, l’abbinamento di ciascuna zona del nuovo palazzo ad ognuno dei venti della “rosa dei venti”, sembrava un buon auspicio. Ma Eolo non e’ stato clemente e i troppi venti della rosa hanno evidentemente confuso il governatore che ha scelto la “calma piatta”, ha lasciato il comando della nave in attesa degli eventi. Ma di quali eventi e’ in attesa il presidente Oliverio? Cosa faceva in quel di Roma immortalato in una fotografia “notturna” con il senatore Gentile e l’onorevole Minniti pubblicata su un noto sito d’informazione? Cosa teme il nostro governatore? Oliverio ha il dovere politico di rispondere ai calabresi che hanno il diritto di sapere. Caro presidente, sembra che non ci sia nulla che sia diverso da ieri, e anche un pur minimo soffio di vento rischia di travolgere chi non e’ abbastanza attrezzato a governare le situazioni, chi le subisce passivamente, anzi le affronta con protervia ed ostinazione”.

“Avevo confidato nel senso di responsabilita’ del governatore – sottolinea Wanda Ferro – ed avevo auspicato che non ricorresse al Tar contro la sanzione interdittiva comminata dall’Autorita’ Nazionale Anticorruzione nel rispetto di una Istituzione Nazionale sovraordinata a quella regionale. Ed invece ecco che anche in questa circostanza e’ venuta fuori la testardaggine di Oliverio che ha proposto ricorso al Tar Calabria che ha deciso per la propria incompetenza territoriale: il ricorso va presentato al Tar Lazio. Viene da chiedersi se il governatore proporra’ appello al Consiglio di Stato o se proporra’ il ricorso al Tar Lazio o se ancora rinuncera’, come saggiamente dovrebbe, a proseguire una battaglia giuridica che, anche se lo vedra’ vincitore, saranno gia’ trascorsi, o quasi, i tre mesi di interdizione. Ai calabresi non importa se quella nomina poteva essere fatta o meno. Ai calabresi non importa se nel periodo di interdizione del presidente le nomine saranno effettuate dal vicepresidente. Ai calabresi non importano le battaglie personali di Oliverio che ne fa una questione di principio. I calabresi vogliono che non si mettano in piedi sceneggiate per la soddisfazione di pochi e che non cali il sipario sui veri problemi della nostra terra schiacciata da una crisi economica e d’identita’ senza precedenti. La gente sembra attendere con rassegnazione che finisca lo spettacolo cui ci costringe ad assistere il governatore: la tragedia dell’immobilismo. Siamo tutti in mare aperto – conclude la Ferro – e se il comandante non sceglie una direzione la nave non approda a nessun porto. Comunque si sara’ mosso e qualunque direzione avra’ scelto, avra’ avuto il timone in mano e ci avra’ provato. Oliverio almeno ci provi”.