Regione: Tallini, “patto o pacco per la Calabria?”

DomenicoTalliniCatanzaro – “Dal patto al ‘pacco’ per la Calabria il passo e’ immediato. E ieri,in Consiglio regionale, patto e pacco sono apparse come sinonimi. L’informativa del presidente Oliverio sul ‘Patto per la Calabria’ in Consiglio regionale e’ stata, ancora una volta, deludente”. Lo afferma, in una nota , il consigliere regionale Domenico Tallini. “In questo e almeno per questa volta – continua – il presidente Oliverio ha eguagliato il premier Renzi, che, con la legge di Stabilita’ approvata ieri, ha certificato l’abbandono del Mezzogiorno e della Calabria, per cui non ci sono investimenti e in cui non c’e’ alcuna idea per ridurre il divario Nord-Sud che e’ il nodo che strozza il Paese. L’informativa del presidente Oliverio sul Patto per la Calabria – secondo Tallini – e’ stata un’accozzaglia di frasi gia’ sentite piu’ volte, progetti e riferimenti a risorse che, come le vacche di Fanfani, sono spostate di qua e di la’, secondo l’occorrenza ed al solo scopo di prendere in giro i cittadini. Un ‘pacco’ in cui non c’e’ una sola idea-forte per la Calabria e per il quale e’ mancata qualsiasi concertazione sul territorio, come hanno segnalato alcuni consiglieri regionali della stessa maggioranza. La dimostrazione di una superficialita’ incredibile dinanzi a questioni serie come lo sviluppo economico e sociale. Un ‘pacco’ – aggiunge Tallini – che altro non e’ che il ripetersi, come un disco rotto, delle dichiarazioni programmatiche di un anno fa. Come se, per il Presidente Oliverio, la realta’ si fosse fermata al giorno del suo insediamento, quando e’ iniziata questa sfortunata legislatura regionale che dopo dodici mesi vede la Regione paralizzata e la Calabria sempre piu’ sola nel contesto politico nazionale. Il ‘Patto per la Calabria’ in realta’ nessuno sa cosa sia. E, basterebbe chiedere a qualsiasi cittadino o imprenditore, nessuno – conclude – scommetterebbe mai un solo euro sulla sua riuscita, perche’ altro non e’ che la solita trovata ad effetto del peggior modo di fare politica ai danni del Mezzogiorno”.