Regione: i lavori della commissione speciale vigilanza

Reggio Calabria -La Commissione speciale di Vigilanza, presieduta da Giuseppe Ennio Morrone, ha dedicato la sua seduta odierna alle audizioni dei commissari straordinari di ‘Calabria Lavoro’ (Elena Latella), Arpacal (Maria Francesca Gatto) e Aterp (Ambrogio Mascherpa).
“I lavori della Commissione – ha detto l’on. Morrone – sono serviti a puntualizzare le attività poste in essere dai Commissari straordinari di tre importantissimi enti strumentali che rappresentano comparti delicatissimi per la vita dei cittadini e per la messa in ordine del Bilancio della Regione”.
“Dalle comunicazioni fornite alla Commissione – prosegue Giuseppe Ennio Morrone – è possibile già evidenziare il recupero di programmazione e di azione di governo di ‘Calabria Lavoro’, Arpacal e Aterp, che negli ultimi anni hanno rappresentato tre delle questioni critiche più controverse della gestione degli enti sub regionali. Devo anche dire che i Commissari straordinari – ha aggiunto l’on. Morrone – hanno dato modo di indicare le linee di intervento che stanno perseguendo e che cominciano già a dare i primi frutti sperati. Per una regione come la Calabria – ha detto ancora Morrone – è esiziale che un ente strumentale come Arpacal sia messo nelle condizioni di produrre il massimo possibile di efficacia non solo ai fini della difesa della salute dei calabresi, ma per fornire, in un quadro programmatorio più complessivo, un apporto alle politiche di sviluppo del territorio incentrate sul turismo e sul godimento delle bellezze della nostra terra, a partire dal nostro mare. Alla Commissaria straordinaria di questo ente – ha precisato Giuseppe Ennio Morrone – ho chiesto ufficialmente la produzione di una relazione sullo stato delle attività da sottoporre all’attenzione del Governatore Mario Oliverio”.
“Sul fronte dell’edilizia popolare – ha proseguito Morrone – grazie all’innovazione normativa introdotta in questa legislatura, è stato possibile apportare importanti novità sulla gestione dell’Aterp, che da cinque strutture indipendenti su base provinciale, è stata ristrutturata come unico ente, raggiungendo così notevoli risparmi, che come ha detto l’ing. Mascherpa, sono serviti a finanziare gli interventi urgenti al patrimonio edilizio migliorando la qualità delle abitazioni e della vita degli utenti. Su questo versante, si stanno producendo sforzi e azioni per recuperare un’ingente area fatta di evasione, abusivismo e morosità in un quadro di collaborazione interistituzionale con gli organi dello Stato, che si è dimostrata proficua e ragionevole. Infine – ha concluso l’on. Morrone – la Commissione ha posto al Commissario straordinario dell’Aterp una diversa attenzione in ordine alla realizzazione di nuovi insediamenti di case popolari mirata a sovvertire l’esperienza fin qui conosciuta per evitare che si prosegua nelle politiche di urbanizzazione che raggruppino in una sola area territoriale centinaia di famiglia con difficoltà sociali, evitando così di ricreare periodicamente ghetti che non servono a nessuno, meno che mai a chi è destinato ad abitarci. Su questo aspetto, credo sia impellente che ogni scelta territoriale, che compete ai comuni, per edificare nuovi insediamenti abitativi popolari, sia confrontata con la Regione per porre in essere quei criteri di armonizzazione sociale, fin qui mancati o insufficienti, e che hanno reso le periferie italiane, nel migliore dei casi, quartieri dormitorio”.