Regione: in Consiglio dibattito su caso Oliverio, Romeo contro Morra

Reggio Calabria – La vicenda che ha coinvolto il governatore Mario Oliverio, nei cui confronti e’ stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nella sua residenza nell’ambito di un’inchiesta della magistratura, e’ stata al centro del dibattito iniziale dell’odierno Consiglio regionale, aperto da un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Megalizzi, il giornalista italiano, di origini calabresi, ucciso in un atto terroristico a Strasburgo. Dopo una riflessione del presidente dell’Assemblea, Nicola Irto, sulla vicenda Oliverio si sono registrati gli interventi di vari consiglieri, il primo dei quali e’ stato Gianluca Gallo, capogruppo della Casa delle liberta’: “Come opposizione – ha detto Gallo – abbiamo dimostrato una grande civilta’ nell’approccio, non essendo giustizialisti a differenza di altre parti politiche. In consiglio regionale non si possono fare processi, pero’ non si puo’ far finta che non sia successo nulla e valutazioni sul piano politico vanno fatte, perche’ ricordo anzitutto come il presidente Oliverio cambio’ la sua prima Giunta all’indomani di un’inchiesta giudiziaria. Ritengo che il presidente Oliverio debba prendere atto del fallimento politico della sua esperienza di governo e fare una riflessione politica sulle dimissioni”. Secondo Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo di “Dp”, “l’auspicio e’ che si possa dare continuita’ per la prima volta a un lavoro che ha segnato una svolta, grazie alla Giunta, che in questi giorni sta lavorando anche in assenza del presidente, e altrettanto fara’ quando il presidente Oliverio tornera’ nel suo ruolo, a mio avviso il piu’ presto possibile”. E’ intervenuto, quindi, il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione: “Non sono qui per chiedere le dimissioni del presidente Oliverio, perche’ ero e resto garantista anche se in quest’aula si sono utilizzati avvisi di garanzia per azzerare una giunta. C’e’ una questione politica: oggi vengono al pettine i nodi di un fallimento dell’azione di governo regionale in questi quattro anni. Il rischio – ha sostenuto Guccione – e’ la chiusura anticipata di questa legislatura non solo per vicende giudiziarie ma per incapacita’ politica”. Anche Baldo Esposito, di Ncd, ha osservato che “al di la’ delle doverose considerazioni sul garantismo, c’e’ un problema politico, e cioe’ il fatto che attualmente e’ in campo una Giunta che non ha alcuna guida e alcuna connotazioni politica. In questa fase difficile – ha rilevato Esposito – propongo da qui a fine legislatura un crono-programma snello in tutte le commissioni del Consiglio, con due-tre punti condivisi da maggioranza e minoranza, in attesa di spegnere questa legislatura. Siamo disponibili, ma la maggioranza dica cosa intende fare”.

Ha preso, quindi, la parola Domenico Bevacqua, del Pd, che si detto “sicuro che il presidente Oliverio dimostrera’ la sua estraneita’ ai fatti contestati”, rimarcando poi “l’apprezzamento per le parole dell’opposizione e dello stesso Guccione” e facendo poi “un appello per calendarizzare un Consiglio regionale finalizzato a ricreare un clima di serenita’ e collaborazione”. A sua volta, il segretario-questore Domenico Tallini, di Forza Italia, ha dichiarato di “apprezzare il fatto che il presidente Irto non abbia nascosto la testa, a conferma che c’e’ una politica che ha dignita’ e vuole affrontare le questioni. Ci auguriamo che il presidente Oliverio possa dimostrare la sua innocenza, confermando la massima fiducia nella magistratura, non faremo sciacallaggio anche se siamo preoccupati dell’immagine che daremo anche al Paese. Compito del Consiglio regionale – ha rimarcato Tallini – e’ trasmettere un messaggio di fiducia nelle istituzioni”. A parere di Giuseppe Aieta, del Pd, “non ne’ apprezzabile chi aleggia di dimissioni, non apprezzo poi l’abuso d’ufficio, rispetto al quale anche secondo il presidente dell’Anticorruzione Cantone esprime perplessita’, non apprezzo la legge Severino che e’ un obbrobrio giuridico. Trovo incredibile e dolorosissimo – ha proseguito Aieta – aver visto il nome di un politico integerrimo, onesto e rigoroso, che ha fatto grandi battaglie dai tempi dell’uccisione di Gianni Losardo, associato a certi clan: sono convinto che il presidente, che sul tema della lotta alla mafia e’ maniacale, dimostrera’ la sua innocenza, difenderlo non significa attaccare la magistratura, e oggi e’ stato giusto parlare di questa vicenda perche’ altrimenti avremmo fatto una pessima figura”. Secondo Vincenzo Pasqua, del Gruppo Misto, “la politica deve tornare centrale e riappropriarsi di un ruolo anche ha smarrito. Non siamo qui per sostenere le ragioni di maggioranza o minoranza, siamo qui per rivendicare la centralita’ dell’azione politica”. A concludere questa parte del dibattito e’ stato il capogruppo del Pd, Sebi Romeo: “Inizialmente ero perplesso all’idea di parlare della vicenda relativa al presidente, ma invece oggi segniamo un punto di grande maturita’ di tutta l’istituzione calabrese, a partire dalla minoranza. Oggi il Consiglio regionale si riunisce per discutere documenti fondamentali in assenza del presidente della Giunta, la cui sedia – ha sostenuto Romeo – e’ scandalosamente vuota. E’ stato impedito a un uomo innocente, trasparente, con una storia indiscutibilmente prestigiosa, di esercitare il suo mandato, coinvolto in un’operazione senza capire il perche’, ed e’ un fatto molto grave: si faccia chiarezza su un provvedimento abnorme e infondato”.

Romeo ha poi proseguito: “Si dovra’ fare piena chiarezza anche sul perche’ l’ordinanza di quell’inchiesta era gia’ nelle mani di media e organi di stampa molto prima della conferenza stampa del procuratore di Catanzaro, sul perche’ ben prima della conferenza stampa il presidente della commissione antimafia Morra gia’ chiedeva le dimissioni di Oliverio. Su questo presentera’ un esposto. E perche’ Morra e l’europarlamentare dei 5 Stelle Ferrara chiedono le dimissioni di Oliverio che ha la stessa imputazione della sindaca di Roma e della sindaca di Torino che militano nello stesso loro partito? Questa e’ doppia morale. E cosa dire del ministro Salvini, che tra una foto con pregiudicati e un banchetto con un imputato per mafia strumentalizza il fatto e dice che la mafia sara’ presto sconfitta: povera Italia Colpire Oliverio significa fare un regalo alla ‘ndrangheta, basti pensare alla bonifica che il governatore ha fatto con gli enti strumentali della Regione. Il governatore – ha concluso il capogruppo del Pd in Consiglio regionale – uscira’ presto da questa vicenda, perche’ e’ un uomo perbene, ma non rinuncera’, e noi come lui, a difendere la giustizia e la dignita’ dei diritti delle persone. Su questi temi diremo la nostra e faremo le nostre battaglie”.