Calabria: Oliverio torna a parlare in Consiglio, Uniti su autonomia

Reggio Calabria – “E’ importante lo sforzo di questo Consiglio regionale di definire una linea unitaria, perche’ su queste problematiche guai a dividersi”. Lo ha affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo in Consiglio regionale, dedicato al tema del regionalismo differenziato alla luce del prossimo accordo tra il governo nazionale e tre Regioni del Nord – Lombardia, Veneto ed Emilia – che chiedono maggiore autonomia su alcune materie. Oliverio e’ tornato oggi in Consiglio regionale per la prima volta dopo essere stato coinvolto, il 17 dicembre scorso, nell’inchiesta “Lande Desolate” della Dda di Catanzaro, nel cui ambito e’ sottoposto all’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, San Giovanni in Fiore (Cosenza): il governatore partecipa alla seduta dell’assemblea legislativa calabrese in virtu’ dell’autorizzazione concessa dalla magistratura.
Nel suo intervento in aula sul federalismo, Oliverio ha sostenuto: “E’ un tema strategico, e dobbiamo partire dal passato e da certi egoismi, come quelli espressi dalla Lega. Oggi si ripropone questo tema attraverso un’impostazione che viene sottratta al dibattito dalla sua sede naturale, il Parlamento, e invece rimanda a una trattativa tra singole Regioni e il governo. I referendum di Veneto e Lombardia hanno inserito quesiti che vanno ben oltre l’articolo 116 Costituzione, arrivando a 23 materie su cui e’ possibile sottoscrivere intese. L’impressione – ha rilevato il governatore – e’ quella di Repubbliche che stanno avviando un processo di secessione, nel momento in cui ci sono quesiti come vuoi tu cittadino lombardo o veneto che l’80% del gettito prodotto in quelle regioni resti in quelle regioni?”. Secondo Oliverio “questo tema si sta riproponendo in modo surrettizio. Su alcuni organi di informazione si e’ parlato giustamente di rischio di secessione dei ricchi, ed e’ evidente che un processo che punta alla marginalita’ di alcuni territori e che per questo va anche nella direzione opposta dell’Europa, che punta a sostenere le aree piu’ deboli, e addirittura in direzione opposta anche della legge Calderoli, un leghista, del 2009 che prevedeva il vincolo di destinare al Sud del paese il 34% delle risorse ordinarie. C’e’, naturalmente, il problema di come ripensare il regionalismo, ma dobbiamo partire da dati oggettivi, anzitutto quello di un differenziale non solo di risorse ma anche di diritti tra aree del Paese e una disarticolazione del Paese. Credo – ha rimarcato il presidente della Regione – che il Sud, non con un approccio assistenziale e datato ma con un’impostazione proiettata al futuro, deve farsi sentire: ecco perche’ questo Consiglio regionale e’ importante e altre iniziative sono importanti”.

E ancora: “Avevo gia’ programmato un’iniziativa con gli altri presidenti di Regioni meridionali e delle Universita’ per un progetto di respiro nazionale nel quale il Sud si propone come risorsa per il Paese, il Sud si propone come area che vuole aprire l’Europa al Mediterraneo. Un Sud che non chiede assistenza ma che si propone in una veste nuova, riflettendo naturalmente anche se se’ stesso, sui problemi creati anche dalle responsabilita’ delle classi dirigenti del Mezzogiorno e dei territori, un Sud che si interroga sui propri limiti, ma che si propone in una dimensione nuova e aiutare il Paese nella sfida globale”. Oliverio ha poi definito “importante lo sforzo di questo consiglio regionale di definire una linea unitaria, perche’ su queste problematiche guai a dividersi, perche’ dividersi significa riproporre un vecchio vizio, che non e’ stato secondario nella marginalita’ a cui e’ stata relegato il Mezzogiorno d’Italia. E’ giusto che livello centrale ed europeo si pongano vincoli e condizioni affinche’ si elevi la qualita’ istituzionale del Mezzogiorno a utilizzare le risorse, ma – ha spiegato il governatore – questo non significa che per recuperare un grande gap accumulato in un secondo e mezzo c’e’ bisogno di strumenti differenziati anche nell’utilizzo delle risorse e del gettito fiscale. Dobbiamo stare attenti non a buttare tutto a mare, a non buttare l’acqua sporca con il bambino. E lo sforzo sara’ ancora piu’ importante se riflettiamo sul superamento dei limiti e delle inefficienze nell’utilizzazione delle risorse. Un Sud che non solo si oppone ma si propone. Dopo questo Consiglio regionale bisognera’ assumere iniziative, puntando a intese nelle singole materie e non gia’ nel gettito fiscale: la precondizione e’, tuttavia, non mettere in discussione un dettato costituzionale della crescita e della coesione del Paese, perche’ – ha concluso Oliverio – la spinta oggi e’ la disarticolazione del Paese, e questo non ce lo possiamo permettere”.