Regione: Consiglio, dopo dibattito serrato ok a legge su precariato

Reggio Calabria – Dopo un dibattito serrato, lungo oltre due ore e mezza, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge, di iniziativa della Giunta, sulla storicizzazione del precariato calabrese. Il testo punta a incentivare la stabilizzazione dei precari e assicurare la copertura dei contratti di proroga dei rapporti a tempo determinato degli Lsu-Lpu nelle more del completamento delle procedure di assunzione a tempo indeterminato previste dalla legge 145 del 2018. In totale, le risorse previste dal testo ammontano a 40,3 milioni. Sulla normativa si è registrata la sottolineatura da parte dell’opposizione, che si è detta favorevole alla proposta di legge in linea generale ma ha contestato la sua inapplicabilità in favore di oltre 100 lavoratori precari, i cosiddetti precari della legge 12, presentando, con il consigliere Ncd Baldo Esposito, un emendamento ad hoc per farli inserire nella legge. A relazionare il provvedimento è stato l’assessore regionale al Lavoro, Angela Robbe, per la quale “la legge non è esaustiva ma va nella direzione di dare riposte al precariato storico, facendo riferimento agli Lsu ed Lpu, ai lavoratori ex legge 40/2013 e 31/2016 e 15/2008, tenendo conto anche di sollecitazioni arrivate dallo stesso Consiglio regionale”. Secondo Fausto Orsomarso, del Misto-Fratelli d’Italia, “l’assessore e la Giunta sono in ritardo, anzi sono fuori tempo massimo, su questo tema. Nel 2014 era stata tirata una linea sul precariato, ma qualcuno nelle strutture dell’assessore al Lavoro si è grattato la pancia visto che nel 2019 abbiamo ancora incertezze tante sul tema e bene ha fatto il collega Baldo Esposito ad annunciare un emendamento a questo provvedimento con riferimento ai lavoratori ex legge 12”. Il capogruppo del Pd, Sebi Romeo, invece ha osservato che “con questa legge approviamo un altro tassello della politica positiva in tema di lavoro messa in campo dal presidente Mario Oliverio, che ha dato seguito all’impegno di svuotare il bacino del precariato calabrese. La Regione – ha sostenuto Romeo – è sempre stata coerente anche nel cambio di colore dei governi nazionali, non creando un precario in più ma lavorando per ridurli. Si attua una volontà di governo di dare dignità al lavoro attraverso la sua stabilità: il fatto che questa Assemblea lo facciamo insieme è importante”. Dopo Romeo, è intervenuto Esposito di Ncd, che ha presentato un emendamento al testo: “Questa legge è importante, e condivido le sottolineature della sua importanza, ma sono necessarie risposte sui ritardi di cinque anni che rischiano di fare figli e figliastri tra i precari calabresi e di creare una guerra tra poveri, perché restano esclusi oltre 100 lavoratori e non è giusto”.

Grazie a un emendamento dell’opposizione – ha spiegato Esposito – possiamo evitare questo rischio, e anche stasera è solo grazie al nostro voto che riuscirete ad approvare un provvedimento fondamentale per gli interessi della Calabria. Mi spiace che l’assessore Robbe e la Giunta abbiano voluto procedere senza coinvolgerci per come concordato: se non si risolve il problema dei 100 esclusi è meglio che i responsabili se ne vadano a casa e anche l’assessore lasci l’incarico. Chiediamo tempi certi – ha specificato il consigliere di Ncd – per portare un nuovo progetto di legge che non faccia figli e figliastri”. Il capogruppo dei “Moderati”, Antonio Scalzo, ha sostenuto che “davanti a un governo gialloverde che non cura gli interessi della Calabria il Consiglio regionale non deve dare alibi di sorta. Bisogna comunque chiarire una volta per tutte che non si devono più creare sacche di precariato e che va portata a termine tutta la partita, senza scorciatoie. E’ opportuno – ha rilevato Scalzo – un provvedimento più inclusivo da approvare in tempi certi, per questo chiediamo che se ne discuta alla prossima seduta”. Ha quindi preso la parola Alessandro Nicolò, del gruppo misto-Fratelli d’Italia: “Oggi la maggioranza non ha i numeri e dovrebbe staccare la spina, è solo grazie alla nostra responsabilità che si va avanti”. Carlo Guccione, del Pd, ha sostenuto che “l’approvazione di questa legge, che è una legge manifesto, è un atto politico che è giusto fare, ma, se vogliamo utilizzare questa legge per dire al governo nazionale che siamo in regola per prevedere la stabilizzazione, la legge va corretta in questa direzione. In generale, condivido l’emendamento Esposito. Quando parliamo di precariato – ha evidenziato il consigliere del Pd – dobbiamo avere una grande trasparenza, per questo mi sarei aspettato la pubblicazione di una graduatoria per avere un quadro preciso e impedire l’incunearsi di persone che non avevano diritto. Penso che l’assessore Robbe debba prendersi l’impegno di definire la questione nel giro di alcune settimane. E mi aspetto che sul tema dei precari apriamo uno scontro, una vertenza nazionale, incalzando il governo anche con azioni eclatanti: anche i sindacati su questo devono dire la loro. Auspico – ha sostenuto Guccione – un ordine del giorno di quest’aula per sollecitare la stabilizzazione al governo nazionale”. Secondo il segretario-questore Domenico Tallini, di Forza Italia, che ha comunque annunciato il voto favorevole del gruppo azzurro “l’’ormai ex maggioranza non si può prendere il lusso di approvare un testo senza coinvolgere l’opposizione, che anche oggi dimostra grande senso di responsabilità, in primo luogo verso i calabresi. Bisogna riconoscere all’esperienza di governo di Scopelliti i meriti di un buon lavoro fatto anche su questo tema del precariato”.

Al mio schieramento – ha proseguito Tallini – dico che abbiamo bisogno di votare un documento che sia quasi una legge, che dica che al primo Consiglio regionale utile dobbiamo portare una legge completa sul precariato che includa anche i precari oggi non inclusi”. Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo dei “Democratici Progressisti”, ha evidenziato: “La minoranza ha ragione quando dice che non abbiamo i numeri, ma questo non può diventare il motivo per mettere un gruppo contro l’altro. Oggi dobbiamo rimarcare un lavoro alacre della Giunta e dell’assessore Robbe, a cui non si può imputare l’elemento dell’esclusione di alcuni lavoratori. Certo Esposito pone un problema condivisibile, anche se ho dubbi sulla copertura finanziaria dell’inclusione. Auspico – ha spiegato Giudiceandrea – che si trovi una quadra con la minoranza magari trasformando l’emendamento in un ordine del giorno che preveda tempi e risorse certe e precise, da definire non oltre il prossimo Consiglio”. Il capogruppo della Cdl, Gianluca Gallo, ha rivendicato “il senso di responsabilità dell’opposizione, che per l’ennesima volta sopperisce alla mancanza della maggioranza su un tema e su una norma sui precari che attengono agli interessi generali dei calabresi. Questa legge va approvata ma dai nostri banchi chiediamo alla Giunta e all’assessore Robbe, che non è stata eletta a differenza di noi, l’impegno a tenere conto dei lavoratori ex legge 12, penalizzati – ha specificato Gallo – da ritardi e lentezze, soprattutto del Dipartimento. Io chiedo che si approvi l’emendamento Esposito e non un semplice ordine del giorno”. Arturo Bova, dei “Democratici Progressisti”, ha rimarcato “il grande lavoro fatto dall’assessore Robbe, osservando poi che “con l’approvazione dell’emendamento Esposito approveremmo una legge senza copertura finanziaria: propongo di rinviare di pochi giorni il provvedimento e impegnarci tutti in modo solenne per reperire le risorse per gli ex legge 12”. Per Domenico Bevacqua, del Pd, “questo dibattito è surreale, perché parliamo sempre di un lavoro precario e lo facciamo da decenni. A mio avviso quello che è importante è dimostrare la capacità di dare un segnale e alzare il tiro verso un governo nazionale che se ne frega della Calabria, perché rivendicare meriti sulla storicizzazione del precariato dopo tanti anni non ha senso”. A intervenire è stato poi Giuseppe Neri, dei “Moderati”, secondo il quale “non capisco il motivo del contendere nel senso che l’emendamento Esposito mi sembra inutile, perché mi sembra che i lavoratori della legge 12 siano in realtà compresi nella legge oggi in discussione”.

 

“Altrimenti – ha detto Neri – siamo nel campo dell’illegittimità costituzionale”. In sede di controreplica, l’assessore Robbe ha ribadito “la generale condivisione di sostenere tutti i precari senza eccezioni, in questo senso ho lavorato. Poi, avevo preso l’impegno di portare un testo completo oggi ma non sono riuscito a chiuderlo nella giornata di oggi, ma cercherò di produrre il lavoro utile e necessario nei tempi. Con identica onestà, ribadisco il rispetto a tutto il Consiglio, accogliendo i contributi e le sollecitazioni sulle mie deleghe. Prendendo come impegno quello che riterrete di fare in relazione alla questione della legge 12, considerate – ha sostenuto la Robbe – la necessità di venire incontro a queste persone. E mi fa piacere che è stata colta da tutti la cattiva predisposizione del governo nazionale verso i nostri precari la legge, e tutto il mio impegno, vanno nella direzione di sostenere questa necessità di dare stabilizzazione a queste persone”. A conclusione del dibattito, è intervenuto il governatore Mario Oliverio, che ha osservato: “Qui stiamo lavorando nell’interesse della Calabria, e – ha detto il presidente – non c’è bisogno di richiamare volta a volta il numero legale. Se c’è una dichiarazione politica della volontà di far venire meno il numero legale, ognuno può farlo ma si assume la sua responsabilità”. Nel merito del dibattito, Oliverio ha ribadito che “sin dall’inizio della mia esperienza di governo ho assunto come bussola l’obiettivo prioritario del superamento del precariato a 360 gradi. Non ho prodotto un precario, sto lavorando per stabilizzare il precariato che ho trovato a fine 2014. Ho assunto un’iniziativa nei confronti del governo dell’epoca, ministro era Poletti, di proporre un’iniziativa per superare l’incertezza e la disperazione di tanti lavoratori, e nel bilancio dello Stato fu inserito un capitolo di 50 milioni per gli oltre 4000 Lsu-Lpu a cui abbiamo aggiunto 39 milioni dal nostro bilancio per avviare dal 2015 un percorso nuovo che partiva dalla contrattualizzazione. La novità del governo gialloverde – ha rilevato il presidente della Giunta – è stata mettere in discussione queste somme,c eh sono state cancellate dalla Finanziaria, e infatti sono riemerse le tensioni: alla fine si è recuperata una somma non di 50 milioni ma pari alla copertura fino al 31 ottobre 2019, cosa molto ardita anche sul piano politico”. Secondo Oliverio “questo ha di nuovo fatto preoccupare i lavoratori: lo scorso 5 giugno il governo ha chiesto conto alla Regione che ha detto di aver messo le risorse, e i sindacati ci hanno chiesto una legge per storicizzarle, fermo restando che sono già storicizzate. Per questo parlo di legge manifesto”.

“In questa legge sono comprese le categorie già ricomprese da quel fondo. Il superamento del precariato lo stiamo portando avanti concretamente al punto che già 1200 lavoratori sono stati stabilizzati enti locali e ed enti. E – ha spiegato il governatore – lo stiamo portando avanti, chiedendo al governo gialloverde e in particolare al ministro del Lavoro, che ogni giorno si riempiva l bocca di Mezzogiorno e povertà, di ripristinare le risorse ma anche norme che consentano la stabilizzazione. La legge in discussione oggi non fa altro che sancire una situazione già consolidata”. Oliverio ha poi aggiunto: “Oggi, lo dichiaro, si pone un problema che disconoscevo, quello della legge 12: ribadisco che chi ha una condizione di precariato dev’essere accompagnato fuori dal precariato, ma oggi non si discute se esclude o includere la legge 12, ma come affrontare anche questo problema, sapendo però che è necessaria la copertura finanziaria. Sulla legge 12 si stanno facendo le necessarie verifiche per evitare di incorrere in errori, e questo anche per garantire i lavoratori aventi diritto: ci impegniamo a cercare le risorse, una volta certificato il numero degli aventi diritto verremo qui, dopo aver approfondito se è necessaria una legge o un altro tipo di provvedimento. Oggi – ha rimarcato il presidente – stiamo solo certificando la storicizzazione delle risorse di precari Lsu ed Lpu, non è minimamente in discussione la stabilizzazione. Comprendo le parole di consiglieri come Esposito, ma rassicuro che da parte nostra non c’è alcuna furbizia ma solo l’impegno di far uscire tante persone dall’incertezza. Naturalmente se il governo nazionale desse una mano evitando di contrastare la povertà con impostazioni caritatevoli come stiamo vedendo da un anno, tutto sarebbe più facile: oggi con questa legge – ha concluso Oliverio – togliamo anche pretesti per giustificare le inadempienze di altri”. Dopo l’intervento di Oliverio, il presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, ha convocato al tavolo della presidenza i capigruppo per concordare l’ordine dei lavori. Alla ripresa, Esposito ha annunciato di “ritirare l’emendamento sui lavoratori della legge 12 avendo preso atto degli impegni del governatore e dell’assessore”. Il forzista Tallini, invece, ha richiesto “l’approvazione di un documento che contenga l’impegno preciso di non fare differenze tra i precari”, ipotesi sostenuta anche dal capogruppo democrat Romeo. Secondo Orsomarso, “non si possono fare spallucce davanti alla sciatteria della burocrazia e della dirigenza del Dipartimento nella gestione del tema del precariato”. A sua volta, Neri ha annunciato il voto favorevole al testo sulla storicizzazione delle risorse per il precariato. Guccione, infine, ha sostenuto che “la legge è un passo avanti, a condizione che assumiamo tutti, anche l’opposizione, e con la convocazione dei sindacati, un’iniziativa istituzionale e politica forte nei confronti del governo nazionale per arrivare alla stabilizzazione, fermo restando la giustezza di quando ha detto Neri sulla necessità di un approfondimento della copertura finanziaria”. Il testo di legge è stato quindi votato dall’aula.