Regione: Consiglio, ok a odg su università Catanzaro e Diga Melito

Reggio Calabria – Nel prosieguo dei lavori, il Consiglio regionale ha approvato gli odg e la mozione inseriti all’ordine del giorno della seduta odierna. Via libera, in primo luogo, all’ordine del giorno, presentato dai consiglieri della Casa delle Libertà, Gianluca Gallo e Giuseppe Pedà, sull’attività di sorveglianza idraulica nel territorio calabrese. Con l’odg “si impegna il presidente della Giunta e la Giunta regionale all’adozione di misure di adeguamento contrattuale, dei provvedimenti e delle iniziative necessarie a garantire, nell’ambito degli ordinari stanziamenti del bilancio regionale, la copertura finanziaria volta ad assicurare un servizio di sorveglianza e monitoraggio del reticolo idrografico regionale con poteri di servizio di piena e di allerta nonché poteri sanzionatori con mansioni di polizia idraulica”. Il presidente della Giunta, Mario Oliverio, ha accolto l’ordine del giorno ricordando “il lavoro portato avanti da ‘Calabria Verde’, che, rispetto alla giungla che caratterizzata questa azienda fino a quattro anni fa, grazie alla guida del commissario Mariggiò, improntato dalla legalità, alla trasparenza e all’efficienza, si è rimesso in carreggiata anche sul tema del rinnovo del contratto di lavoro con i forestali, degli adeguamenti salariali e l’apertura di un tavolo con i sindacati per la sorveglianza idraulica”. Altro ordine del giorno discusso e approvato dal Consiglio regionale è stato quello, presentato e illustrato dal consigliere regionale dei Moderati, Franco Sergio, sull’alluvione che il 26 e 17 novembre 2018 ha colpito Corigliano Calabro (Cosenza): sul punto Oliverio ha auspicato che il Dipartimento Protezione civile riconosca lo stato di pubblica calamità, da cui dipende il riconoscimento dei danni e l’attivazione del fondo di ristoro economico dei danni, osservando che “come Regione stiamo insistendo per ottenere questo risultato”. L’aula poi si è occupata dell’ordine del giorno, presentato dal consigliere di Ncd, Baldo Esposito, sulla chiusura delle Scuole di specializzazione dell’Università Magna Grecia di Catanzaro per il parere negativo dell’Osservatorio nazionale del Miur. Nell’odg si evidenzia che “il parere negativo deriverebbe dalla mancanza dei requisiti riguardo agli standard assistenziali, i volumi delle prestazioni erogate e in alcuni casi dal numero di docenti e dalla sede ‘in house’ delle attività di tirocinio” e “si impegna il presidente della Giunta regionale a mettere in atto ogni iniziativa utile, presso i ministeri Miur e Salute, affinché si eviti la paventata chiusura delle Scuole di specializzazione dell’Università di Catanzaro”. Secondo Esposito, tuttavia, “in realtà abbiamo perso un’occasione, perché questo odg, presentato un mese fa, oggi ha perso un po’ di attualità, in quanto quel rischio si è dimostrato vero.

 

Del resto, in alcune ultime sedute il presidente Oliverio in quest’aula ha annunciato il suo sforzo per affrontare la questione, ma, al di là delle sue buone intenzioni, andava discusso prima. Purtroppo, la nostra deputazione parlamentare non ha mosso un dito, anzi ha addirittura lavorato per penalizzare ancora di più l’Università di Catanzaro. In generale, ritengo che bisogna evitare il gioco al ribasso delle università calabresi e ricordarci che si va in Italia in una logica di accorpamenti, per questo non ha senso riparlare di una facoltà di medicina a Cosenza”. Nel suo intervento, il governatore Oliverio ha ricordato “l’iniziativa messa in campo subito con una forte interlocuzione con il ministero finalizzata a un ripensamento dell’orientamento negativo verso le scuole di specialistica dell’Università di Catanzaro, stigmatizzando la penalizzazione. Continueremo a batterci per il ruolo strategico dell’unica facoltà di medicina in Calabria, per questo abbiamo sostenuto con nostre risorse le scuole di specializzazione. Ringrazio poi Esposito per avermi dato lo spunto per ricordare il nostro impegno per il rafforzamento del nostro sistema universitario che superi i localismi del passato. Noi – ha ricordato il presidente della Giunta – abbiamo messo attorno a uno stesso tavolo tutti i rettori per un protocollo d’intesa che prevede l’utilizzazione di 128 milioni a sostegno delle università calabresi: questo l’abbiamo fatto on una visione unitaria. I localismi non servono, non serve mettere in competizione i tre atenei calabresi, serve una visione unitaria. Respingo queste volgari impostazioni localistiche che hanno determinato solo danni alla Calabria. I localismi, a tutti i livelli, sono stati il vero segno della debolezza della nostra terra. E nostra intenzione è investire ancora, liberandoci da logiche di gestione: noi abbiamo individuato negli attori del territorio i soggetti attuatori dei progetti, come i Comuni e le Università, coinvolte per l’alta formazione. Dobbiamo continuare in questa battaglia. Poi, ogni botte produce il vino che ha, e purtroppo ho dovuto constatare che la deputazione parlamentare calabrese che sostiene il governo ha persino tentato di rovesciare sulla Regione responsabilità che la Regione non ha, non facendo nulla per le scuole universitarie.

 

“Purtroppo, oggi, la botte che abbiamo al Parlamento – ha rilevato Oliverio – produce un vino molto acetoso”. L’aula ha poi discusso la mozione, di iniziativa dei consiglieri Domenico Tallini e Claudio Parente (Forza Italia), Giovanni Arruzzolo ed Esposito (Ncd), Antonio Scalzo e Giuseppe Neri (Moderati) e Vincenzo Pasqua (Misto), finalizzata all’inserimento della Diga sul fiume Melito (Catanzaro) nel “Decreto Sblocca-cantieri”. A illustrarla è stato il segretario-questore Tallini, di Forza Italia, che ha ricordato “la sollecitazione di molte categorie economiche per questa infrastruttura attesa da tantissimi anni e che potrebbe essere un importante volano di sviluppo. Il suo completamento e il suo finanziamento – ha spiegato darebbe grande impulso all’economia e all’occupazione nell’area centrale della Calabria e a tutta la regione. Per questo invochiamo l’impegno del presidente Oliverio, al quale saremo a fianco se intende perorare il finanziamento della Diga sul Melito”. Oliverio, nel suo intervento, ha spiegato che sulle risorse idriche “stiamo ovviando alla disorganicità che ha caratterizzato gli interventi del passato. Stiamo insistendo perché opere ideate negli anni ’70, non possono restare cattedrali nel deserto. Dobbiamo riprendere la questione della Diga del Melito: ovviamente se ci sarà da rivedere, anche con un ridimensionamento,. il progetto si vedrà, ma – ha evidenziato Oliverio – questo non deve diventare il motivo per bloccare un’infrastruttura importante per la Calabria”.