Regione: Consiglio, lungo dibattito su esercizio provvisorio

Catanzaro – La decisione della Giunta regionale di presentare al Consiglio regionale il disegno di legge relativo all’esercizio provvisorio del bilancio 2020 dell’ente ha alimentato un serrato dibattito nell’odierna seduta dell’Assemblea legislativa calabrese. A introdurre il tema è stato il presidente della Giunta, Mario Oliverio, che ha inteso “informare il Consiglio, essendo le elezioni ad inizio dell’esercizio finanziario 2020, che ieri ho proposto in Giunta l’approvazione dell’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di poter essere garantita nell’attività ordinaria e nelle spese di funzionamento e di autorizzare esclusivamente il capitolo per le spese elettorali in modo tale che anche da questo punto di vista ci possa essere la garanzia che le risorse destinate all’esercizio finanziario 2020 possano essere interamente decise nella finalizzazione dal nuovo Consiglio e dalla nuova giunta regionale, come è necessario fare per doveroso rispetto istituzionale”.

Dopo Oliverio, si è aperto il dibattito, con il segretario questore Domenico Tallini, di Forza Italia, che ha osservato: “Questo provvedimento sull’esercizio provvisorio non riguarda solo la gestione dell’amministrazione Oliverio ma una sommatoria di tante difficoltà dei Comuni, ma bisogna anche dire la verità. La Regione non riporta in bilancio molti crediti avanzati nei Comuni e ora dovrà correre ai ripari. I Comuni saranno in gradi di pagare i loro debiti? Credo di no. Per effetto dell’impossibilità di pagare da parte dei Comuni, c’è un rischio di default della Regione e la responsabilità non può che ricadere sugli amministratori regionali”. Secondo Gianluca Gallo, della Casa delle Libertà, “il rischio è allontanare ancora di più la gente dalla politica e dalla regione. Io credo che siamo a un rischio serio di default, anche alla luce di quanto ha detto oggi il dirigente generale del Dipartimento Bilancio. Certo, non c’è solo una responsabilità di questa amministrazione, ma sono responsabilità datate nel tempo, ma questa amministrazione non ha risolto alcun problema”. Critiche al governatore anche dal consigliere regionale di Ncd, Baldo Esposito, e dal consigliere regionale della Cdl, Giuseppe Pedà, che ha evidenziato il rischio del taglio delle risorse della Zes. Carlo Guccione, del Pd, ha detto che “già in una audizione in commissione il dirigente generale del Bilancio, De Cello, aveva preannunciato un bilancio restrittivo. La legislatura era iniziata con l’annuncio di una rivoluzione, quella di fare i bilanci in tempo, oggi quell’annuncio si scontra con la dura realtà. Chiudere la legislatura con questa richiesta di esercizio provvisorio è un altro segnale di fallimento. Avrei gradito – ha detto Guccione – che su questo si fosse fatto un vertice di maggioranza: mi sembra una grave mancanza di rispetto, anche nei confronti dell’opposizione, e mi sembra che si perseveri con la logica dell’uomo solo al comando”. Fausto Orsomarso, del Misto, rivolgendosi alla maggioranza, ha osservato: “Se ritenete, possiamo aiutarvi ad approvare un bilancio anche gravoso, per senso di responsabilità, ma solo per dare un bilancio ai calabresi”.

Orlandino Greco, capogruppo di “Oliverio presidente”: “E’ evidente che c’è una rottura definitiva nel Pd e nella maggioranza, che non c’è più. Se Oliverio e la Giunta non approva un bilancio è perché non ci sono i numeri in Consiglio per approvarlo, dobbiamo dircela questa verità. Al presidente però dico di raccogliere l’invito di Orsomarso a dare un bilancio ai calabresi e di sfidare su questo il Pd e vedere se il Pd e la sua maggioranza hanno il coraggio di dire no al bilancio di previsione”. Il presidente della commissione “Bilancio” del Consiglio regionale Giuseppe Aieta, del Pd, ha evidenziato che “su questa vicenda la confusione è stata alimentata soprattutto da settori della maggioranza. Oliverio avrebbe potuto fare un bilancio elettorale ma invece ha deciso di portare la croce creata da altri, è il momento che dica di chi sono le vere responsabilità”. Giuseppe Giordano, sempre del Pd, ha manifestato “molta amarezza per il fatto che si concluda un mandato senza un bilancio e senza una manovra finanziaria che desse certezze alla Calabria, la realtà è che è mancato il riordino di alcuni settori dell’amministrazione. Rischiamo un fallimento complessivo di tutta questa legislatura”. Giuseppe Giudiceandrea, dei Democratici Progressisti, si è detto “basito, perché capisco tutto, è vero che c’è una maggioranza a pezzi ma c’è anche un presidente e una giunta che stanno lavorando e c’è da portare a termine un lavoro di 5 anni gravoso ma anche spesso positivo. E’ assurdo – ha rilevato Giudiceandrea – che oggi Oliverio e la Giunta si assumono la responsabilità laddove invece consentono a chi verrà dopo di poter continuare un lavoro che è stato rivoluzionario e che rivendico”. Secondo Domenico Bevacqua, del Pd, “non dobbiamo regalare l’immagine di un Consiglio regionale tutto ripiegato sulle contrapposizioni e sulle divisioni, dobbiamo dimostrare ai calabresi di essere responsabili. Invito i capigruppo della maggioranza, i presidenti e anche l’opposizione a ragionare nei prossimi giorni sulla possibilità di allestire un bilancio di previsione”.

Infine, Domenico Battaglia, del Pd, ha sostenuto che “abbiamo 21-22 giorni di legislatura, rispetto a questo orizzonte temporale dobbiamo misurarci. Nella Conferenza dei capigruppo di poche ore fa abbiamo stilato una road map per creare le condizioni per una chiusura della legislatura in serenità. Per questo direi di abbassare i toni”. A concludere il dibattito sull’esercizio provvisorio, dibattito durato oltre un’ora e mezza, è stato ancora il governatore Oliverio: “C’è un limite a tutto. Capisco rancori e risentimenti, ma non posso capire operazioni di alterazione della verità e anche masochistiche. Ripeto che il bilancio della Regione 2018 ha ottenuto la parifica della Corte dei Conti, poi la Corte dei Conti ha aggiunto che c’è un debito dei Comuni verso la Regione dal 1981 al 2014, quindi stiamo parlando dell’altro secolo, debito che ammonta a 266 milioni di euro, e che parte di questo debito, circa 130 milioni, è in capo a quattro città capoluogo. La Corte dei Conti ha detto che o la Rogione incassa questo credito o deve accantonarla nel fondo crediti di dubbia esigibilità: ribadisco, un debito 1981-2004, quindi prevalentemente dell’altro secolo, un debito – ha sostenuto Oliverio – che avrebbe dovuto essere riscosso da tutte le amministrazioni regionali che si sono succedute ma che non è stato riscosso per tanti motivi, le difficoltà dei Comuni, anche disattenzione. Ma questo è per chiarire ai calabresi, per evitare che i mestatori e quanti fanno prevalere il rancore e il risentimento per mestare nel torbido siano messi all’angolo”. Oliverio ha poi proseguito: “In conseguenza della richiesta della Corte dei Conti, noi non abbiamo fatto finto di nulla o messo la testa sotto al sabbia né rinviato alla prossima legislatura, ma abbiamo assunto oggi un provvedimento costruendo le condizioni per accantonare i fondi a salvaguardia del bilancio della Regione, completando il risanamento del bilancio della Regione attraverso la chiusura dei ‘mulini mangiasoldi’. Ecco come stanno le cose. E poi, qual è la maggioranza? Guccione si appella a una riunione di maggioranza e lo fa a chiusura di una legislatura passata a dare colpi di piccone nei nostri confronti. Siamo davvero – ha affermato il governatore – a un’operazione che richiederebbe il ricorso al defunto Basaglia. Noi consegniamo una Regione che ha lavorato per uscire dal baratro, a anche in termini di conto, per risanare i bilanci. Abbiamo approvato 72 bilanci dal 2001 a oggi di tutti gli enti sub regionali mai approvati e esaminati in passato, bilanci che presentavano buchi e molti enti li abbiamo liquidati, e ci facciamo carico anche di un debito accumulato dal 1981. L’esercizio della funzione di rappresentanza nel Consiglio regionale richiederebbe uno sforzo per capire di cosa si parla prima di parlare a vanvera, perché lanciare anatemi senza esprimere il merito significa non solo allarmare i calabresi ma creare discredito per l’istituzione, al di là di Oliverio e se bisogna contrastare una possibile candidatura di Oliverio. Sono due terreni distinti”.

Secondo Oliverio, inoltre, “l’esercizio provvisorio è uno strumento che consente di utilizzare le risorse per il funzionamento della Regione di utilizzare mese per mese il dodicesimo la posta di bilancio, in modo da evitare la paralisi. Ma vorrei ricordare che nel 2014, quando sono arrivato alla guida della regione, non c’era nemmeno l’esercizio provvisorio, e l’ho adottato io con atto monocratico perché non c’era nemmeno la Giunta. E poi la nuova maggioranza la nuova Giunta, il nuovo presidente hanno approvato regalmente il bilancio e non è successo alcun dramma. Il disastro sarebbe in realtà non approvare l’esercizio provvisorio. Tornando al tema della maggioranza è già da un anno che ho preso atto di un’opposizione cresciuta dentro la maggioranza e non è stato un fatto secondario nella corsa ad ostacoli a cui siamo stati costretti. Voi ritenete che il Consiglio regionale possa approvare un bilancio? Bene, non sarà io a mettermi di traverso. Ma – ha detto il presidente della Giunta – non bisogna utilizzare argomenti speciosi o alterare la realtà per affermare punti di vista politici. Ribadisco ancora: il bilancio della Regione Calabria non è in default, è stato parificato dalla Corte dei Conti. La Regione deve fare i conti con nodi non affrontati nel corso di decenni, trattandosi di debiti dei Comuni verso la Regione dal 1981 al 2004 e noi con grande responsabilità ci siamo fatti carico di questo. Quest’aula esaminerà prima della fine di novembre il rendiconto e si renderà conto che quello che sto dicendo è sostenuto da dati e fatti. Siamo in un momento pre-elettorale in cui le incursioni possono far sollevare polveroni e immiserire il dibattito politico, per questo – ha concluso Oliverio – ritengo che è giusto che chi, al di là delle magliette e delle collocazioni politiche, è guidato da senso di responsabilità dica una parola chiara per evitare allarmismi alle famiglie e ai cittadini calabresi”. L’ultimo passaggio lo ha fatto ancora Guccione, che ha chiesto che il Consiglio si determini sulla proposta Greco e verificare se ci siano le condizioni per pervenire all’approvazione del bilancio”.