Roberto Occhiuto tra i presidenti più apprezzati d’Italia: il racconto di una stagione politica che sta ridisegnando la Calabria

Lamezia Terme, 6 luglio 2026 – La nuova classifica del Sole 24 Ore sul gradimento dei presidenti di Regione restituisce un’immagine ormai familiare ai calabresi: Roberto Occhiuto continua a figurare tra i governatori più apprezzati d’Italia. È un dato che, pur da confermare sempre attraverso fonti ufficiali, si inserisce in una narrazione più ampia, quella di una Calabria che negli ultimi anni ha visto un cambio di passo evidente, fatto di decisioni rapide, interventi diretti e una presenza costante sui dossier più delicati.

La sanità è il terreno dove questa trasformazione appare più netta. Occhiuto ha scelto di assumere personalmente il ruolo di Commissario, mettendo mano a un sistema che per decenni ha sofferto ritardi, carenze e disorganizzazione. La riorganizzazione delle aziende sanitarie, il potenziamento degli ospedali, l’arrivo di nuovi medici e infermieri, la digitalizzazione dei servizi e la spinta sulla telemedicina hanno segnato una discontinuità che molti cittadini hanno percepito come un segnale di presenza e responsabilità. Ridurre la mobilità passiva, trattenere i pazienti in Calabria, restituire fiducia nelle strutture pubbliche: è qui che si gioca una parte importante del consenso.

Parallelamente, la Regione ha rimesso al centro il tema delle infrastrutture, un nodo storico che ha condizionato lo sviluppo del territorio. L’Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria, più volte evocata e mai davvero concretizzata, è diventata un obiettivo politico costante, accompagnato da pressioni sul Governo e da un lavoro serrato con RFI. Gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone hanno visto un rilancio delle rotte e nuovi investimenti, mentre il porto di Gioia Tauro è stato inserito in una strategia più ampia che guarda alla ZES unica come leva di attrazione per imprese e investimenti. Anche la viabilità interna, spesso dimenticata, è tornata al centro dell’agenda con interventi sulla SS106 e sui collegamenti jonio–tirreno.

La nuova classifica del Sole 24 Ore sul gradimento dei presidenti di Regione conferma Roberto Occhiuto tra i governatori più apprezzati d’Italia. È un dato che, come sempre, va verificato attraverso fonti ufficiali, ma che si inserisce in una narrazione ormai riconoscibile: la Calabria vive una stagione politica segnata da interventi diretti, decisioni rapide e una presenza costante sui dossier più complessi. Una stagione che molti cittadini percepiscono come un tentativo concreto di rialzare una regione che per decenni ha convissuto con ritardi strutturali.

Il cuore di questa trasformazione resta la sanità. Occhiuto ha scelto di assumere personalmente il ruolo di Commissario, mettendo mano a un sistema che per anni ha sofferto disorganizzazione e carenze. La riorganizzazione delle aziende sanitarie, il potenziamento degli ospedali, l’arrivo di nuovi professionisti, la digitalizzazione dei servizi e la telemedicina hanno segnato una discontinuità evidente. Ridurre la mobilità passiva, trattenere i pazienti in Calabria, ricostruire fiducia nelle strutture pubbliche: è qui che si gioca una parte decisiva del consenso.

Accanto alla sanità, il tema delle infrastrutture ha assunto un ruolo centrale. L’Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria è diventata un obiettivo politico costante, accompagnato da pressioni sul Governo e da un lavoro serrato con RFI. Gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone hanno visto un rilancio delle rotte e nuovi investimenti, mentre il porto di Gioia Tauro è stato inserito in una strategia più ampia che guarda alla ZES unica come leva di attrazione per imprese e investimenti. Anche la viabilità interna, spesso dimenticata, è tornata al centro dell’agenda con interventi sulla SS106 e sui collegamenti jonio–tirreno.

Tra i capitoli più rilevanti c’è anche quello della produzione energetica. La Calabria, grazie alla sua conformazione geografica, è una delle regioni italiane con maggiore potenziale nelle rinnovabili. Il governo regionale ha avviato un percorso di valorizzazione di questo patrimonio, sostenendo progetti legati all’eolico, al fotovoltaico e alle comunità energetiche. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici per famiglie e imprese e trasformare la regione in un polo di produzione verde, capace di attrarre investimenti e generare nuova occupazione. La transizione energetica, in questo senso, non è solo un tema ambientale ma una strategia di sviluppo.

Un altro fronte che ha inciso sulla percezione dell’azione di governo è il sostegno agli studenti universitari meritevoli. La Regione ha introdotto misure per premiare il merito, sostenere gli studenti con borse di studio e facilitare l’accesso ai percorsi universitari, con particolare attenzione a chi proviene da contesti socioeconomici fragili. È un investimento che guarda al futuro, perché punta a trattenere i giovani in Calabria, a ridurre la fuga di competenze e a costruire una nuova classe dirigente radicata nel territorio.

Un altro fronte decisivo è quello ambientale. La Calabria ha convissuto per anni con un’emergenza rifiuti ciclica, ma il nuovo piano regionale punta a superare questa fragilità strutturale attraverso impianti moderni, una gestione più efficiente e la riduzione dei conferimenti fuori regione. La transizione ecologica procede con progetti sulle energie rinnovabili, sulle comunità energetiche e sull’efficientamento degli edifici pubblici, mentre la lotta agli incendi boschivi è stata rafforzata con un coordinamento più stretto tra Protezione Civile e forze operative.

La digitalizzazione è diventata uno dei simboli della modernizzazione amministrativa. Banda ultralarga, sportelli unici, procedure online e interoperabilità dei sistemi pubblici hanno iniziato a cambiare il rapporto tra cittadini e istituzioni, rendendo più semplice ciò che per anni è stato percepito come complicato. In parallelo, la Regione ha puntato su lavoro e imprese, con incentivi per l’occupazione giovanile, programmi di formazione, sostegno alle aziende e un utilizzo più mirato dei fondi europei. L’agroalimentare, settore identitario della Calabria, è stato valorizzato con interventi sulle filiere strategiche e sulla promozione dei prodotti DOP e IGP.

La lotta agli incendi boschivi, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il sostegno alle imprese e all’agroalimentare completano un quadro di interventi che, nel loro insieme, delineano una Calabria che prova a cambiare passo. Non tutto è risolto, e molte sfide restano aperte, ma la percezione di una guida attiva e presente contribuisce a spiegare il posizionamento di Occhiuto nelle classifiche di gradimento.