Lamezia: De Biase digiuna per difendere ospedale

protesta-debiase2108

Lamezia Terme – Promessa mantenuta. Salvatore De Biase, consigliere comunale di Lamezia e capo gruppo di Forza Italia, è sceso in campo per difendere la sanità lametina, ma soprattutto l’ospedale “Giovanni Paolo II”, che rischia di chiudere se le politiche sanitarie calabresi prodotte dall’attuale commissario Scura si concentreranno su altre strutture calabresi, soprattutto quelle presenti nel capoluogo di regione. E De Biase per far risaltare questa “emergenza sanitaria lametina” non ha esitato a legarsi davanti all’ingresso del nosocomio, iniziando lo sciopero della fame, per porre all’attenzione delle Istituzioni questo enorme problema, che rischia di penalizzare l’intera città. Una protesta che il consigliere comunale Rosario Piccioni, intorno alle 11.30, quando era ancora in atto la “ribellione”, in un comunicato inviato agli organi di informazione, l’ha definita “un colpo di teatro”, dimenticando le sceneggiate che la sua Giunta ha messo in campo quando amministrava la città. Al di là della sceneggiata “piccioniana”, la provocazione di oggi sul tema sanità ha avuto la sua risonanza. E De Biase ha spiegato ai cronisti, nel corso di un incontro proprio davanti all’ingresso dell’ospedale dove si era legato con una corda, che la sua iniziativa “si prefigge l’obiettivo di sostenere e motivare e rendere urgente, l’incontro tra il Sindaco Mascaro e il Commissario Scura”.

protesta-debiase2108-01

Il motivo della sua protesta e’ che “oggi più che mai, ci sono tutte le preoccupazioni che Lameziadiventi bacino di utenza della cittadella sanitaria voluta a Germaneto e a Catanzaro”. E rispetto a tale ipotesi De Biase ha anche fornito la prova che emerge dal contenuto della Gazzetta Ufficiale del 4.6.15. n. 127, che richiama il riordino sanitario secondo il bacino di utenza, e da qui la domanda: quale sanità futura a Lamezia? Quindi per De Biase non ci sono dubbi:”dobbiamo essere veramente preoccupati, se nella fase di riorganizzazione del sistema sanitario calabrese, si segue “l principio secondo cui, sulla sanità Calabrese, pesa sempre più “l’asse Roma-Scura”, anche perché tale evidenza ha reso finora poco incisivo il ruolo del Presidente Oliverio”. Ciò premesso, il principio guida, secondo i poteri forti è: creare la cittadella sanitaria calabrese, a danno di tutto il sistema sanitario ed in particolare di quello lametino che rischia lo smantellamento di tutti i reparti, divenendo così un punto periferico del sistema e trasformandolo in un centro di solo pronto soccorso. Pertanto Catanzaro, in un contesto di fusione complessiva e quindi: Università -strutture sanitarie presenti, con la destinazione, secondo parametri di circa 850 posti letto, tutti li concentrati, con relative specialità, che richiamano flussi di finanziamenti, e perché no, il bacino di utenza del lametino, diverrebbe punto centrale. E Lamezia sanitaria verrebbe ad essere “spacchettata” e resa area utile a Catanzaro, quale “centro di raccolta, di transito e di smistamento”.

protesta-debiase2108-02

In breve, secondo De Biase, “Lamezia paga la vicinanza a Catanzaro”. E paradossalmente, Lamezia deve essere integrata nel progetto riordino complessivo,  altrimenti questo significherà la fine sanitaria della nostra struttura, in una sola parola: 850 posti letto messi assieme, in un’unica area, come sopravvivremo? L’80% dell’attrattiva’ sanitaria dell’intera provincia; con tutte le attività specialistiche, solo da una parte, Catanzaro, impone strategicamente il tentativo di diventare possibilmente soci, e riscuotere una quota societaria. Diversamente, Lamezia è fuori del giro sanitario e: Tin, Pediatria, Microbiologia, Centro Trasfusionale, Anatomia Patologica, Utic, Oculistica, Orl ed altro resteranno un ricordo sul quale si potrà dire di aver solo protestato. Una reazione, quella di De Biase, che sul piano mediatico ha riscosso un grande successo ma che a livello di solidarietà ha registrato una scarsa presenza, anche se il sindaco Paolo Mascaro, l’assessore Michelangelo Cardamone, i consiglieri comunali Tranquillo Paradiso, Luigi Muraca, Mimmo Gianturco si sono recati sul posto per esprimergli grande vicinanza e solidarietà per una azione politica che dovrebbe suscitare una maggiore reazione da parte non solo delle forze politiche, ma dell’intera comunità lametina, che dovrebbe scendere in piazza per far sentire la propria voce e rivendicare per Lamezia una rete sanitaria più attrezzata.

protesta-debiase2108-03

Così  come hanno fatto rilevare alcuni componenti del “Comitato Salviamo la Sanità Lametina”, Riccardo Viola, Nicolino Panedrigrano e Felice Lentidoro, che erano presenti alla protesta di De Biase. Inoltre con De Biase si è schierato il Tribunale dei diritti del Malato. Anche l’ex primario Nello Sofi ha manifestato la propria  vicinanza a De Biase e, conversando con i cronisti, non ha mancato di sottolineare come l’ospedale di Lamezia “attualmente viene usato semplicemente come bacino d’utenza”. Secondo l’ex primario “la Regione deve intervenire con una nuova definizione degli ambiti a livello territoriale e Lamezia deve essere inclusa nel riordino della nuova rete sanitaria”. Molti medici e paramedici si sono avvicinati a De Biase ed alcuni di loro hanno fatto una piccola raccolta economica per fornire a De Biase un ombrellone per proteggersi dal sole. Una protesta, quella di De Biase, che si è protratta fino al tredici per poi continuare il suo sciopero della fame a casa.

,