Lamezia: Panedigrano “nostro ospedale non sarà ospedale di base”

sanita-lamezia-consiglioLamezia Terme- “Nel Consiglio Comunale aperto sulla sanità il Direttore Generale dell’ASP, dr. Perri, ci ha informati che il nostro ospedale non sarà ospedale di base perché fa parte di una Azienda Sanitaria Provinciale con bacino di utenza di 369.000 abitanti che lo fa rientrare nei parametri di ospedale di 1° livello. È un’opinione che, se confermata, ci rende ben lieti”. Lo sostiene in una nota Nicolino Panedigrano che chiede “però a tutti coerenza. E siamo – aggiunge – sicuri che lui per primo chiederà, minacciando le proprie dimissioni, che siano riaperti nel nostro ospedale tutti i reparti previsti negli ospedali di 1° livello e oggi chiusi e cioè Neurologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, che il Servizio Trasfusionale non sia aperto solo 6, ma 24 ore al giorno e che rimangano in piena attività tutti gli altri servizi (Anatomia Patologica, Microbiologia, ecc.) ormai in via di smantellamento. Questo a riprova che da parte del Commissario Scura non si tratti dell’ennesimo specchietto per le allodole da portare come trofeo a qualche potentato catanzarese”.

E a proposito di Scura Panedigrano condivide “l’impeto del sindaco Mascaro nello stigmatizzare la gravità del suo sdegnoso comportamento e della sua assenza al Consiglio Comunale. Un comportamento – aggiunge – che pone Scura alla pari di un ex Direttore Generale dell’ASP che alla fine ne pagò le conseguenze”. Panedigrano, componete di un comitato cittadino annuncia che “per parte nostra stiamo denunciando omissioni e atti illegittimi del Commissario sia alla Procura della Repubblica, sia alla Procura della Corte dei Conti, sia al Ministro della Salute, perché – spiega – riteniamo non più sopportabili questi suoi atteggiamenti tracotanti di ignorare, anche a costo di far perdere finanziamenti per decine di milioni di euro, alcune precedenti e valide scelte organizzative come quelle sulla rete trauma di cui la Regione deve obbligatoriamente dotarsi”. Panedigrano, inoltre è contento perché, “in questa battaglia per far ottenere al nostro ospedale il ruolo centrale che gli spetta nell’Area Vasta Catanzaro/Lamezia, abbiamo dalla nostra parte Sindaco e amministrazione comunale. Pensare di rabberciare o, peggio, accontentarsi dell’esistente è pura miopia o connivenza”. Poi sottolinea che “senza una qualche alta specialità ospedaliera e funzioni sue proprie esclusive il nostro Ospedale è destinato ad un lento, ma inesorabile dissolvimento. Dei 1.107 posti letto spettanti alla provincia di Catanzaro – evidenzia – in base al nuovo parametro del 3 per mille, 730 sono infatti destinati alla istituenda azienda unica Mater Domini/Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, Renato Dulbecco e 170 sono destinati alle 3 cliniche private di Catanzaro. Ne restano- spiega – 207 da dividere tra la clinica privata di Lamezia, gli ospedali di Soverato e di Soveria Mannelli e il nostro ospedale”. Quindi “a conti fatti – evidenzia Panedigrano – all’Ospedale di Lamezia ne resteranno più o meno un centinaio, con cui dovrebbe far “concorrenza” ai reparti della corazzata Dulbecco e delle cliniche private di Catanzaro. Con quale esito lo intendono anche le pietre!” Per Panedigrano, poi “né davvero, caro Direttore Generale, possiamo cullarci sui miraggi del piano comunale della salute che la dottoressa Bruni ha dottamente propagandato. Dietro alle tante melodie – conclude – sugli stili di vita e sui benefici del no smoking, dello sport e del jogging, a volte, come lei sa, dr. Perri, potrebbero celarsi problemi di distribuzione delle risorse sanitarie destinate all’area lametina”.