Sanita’: Maida(Coproor), “si colgono i segni del decreto n. 9”

Ospedale_Soveria-22Soveria Mannelli – “Proseguono i lavori per la riqualificazione del Pronto Soccorso, e rimane chiaro come l’azienda intenda dare mandato alle disposizioni del decreto n. 9 del Commissario ad Acta, Massimo Scura, che prevede su tutto la riorganizzazione della rete emergenziale, ma non solo, tanto che voci tendono a far sapere che presto potrebbe essere istituito il DaySurgery, dove il dott. Sala sarebbe il responsabile in pectore, e sempre voci tendono a far sapere che il servizio di oncologia sarebbe in fase di inizializzazione”. E’ quanto sostiene Antonio Maida, presidente del Comitato pro ospedale del Reventino. “Se a questo – prosegue – si aggiunge che la medicina (ora con medici in organico rimpinguati) potrebbe arrivare a 20 posti letto, e poi istituire i posti di lungodegenza e riabilitazione i dettami del Decreto verrebbero pienamente rispettati. Che questo avvenga – evidenzia Maida – lo troviamo edificante, ma ripetiamo tutto deve avvenire come implementazione e non come sostituzione, rimane chiaro che esigiamo che i servizi (poco più che ambulatori) che allo stato sono in ospedale debbano rimanerci e ci riferiamo a: Cardiologia, Pediatria, Laboratorio Analisi e Radiologia e tutti in forma giornaliera, non come la radiologia che viene erogata due volte a settimana e con forti limitazioni nelle prestazioni”. Per il presidente del Comitato pro ospedale del Reventino, “bisogna poi dotare i servizi esistenti di implementazione strumentale, dove con poco potrebbe esserci un ritorno economico non indifferente”. Ed a tal proposito ricorda che “da anni diciamo, che deve essere acquistato il tapis roulant per l’ECG da sforzo (poco più di 4000 euro), riparare l’apparecchio per l’ortopanoramica o acquistarne uno nuovo (spesa potenziale 3000 euro per riparazione), laser, ultrasuoni e tekar per la fisoterapia (spesa potenziale per tutti gli strumenti (13.000 euro), audiometro e impedenzometro per l’otorino (spesa complessiva 5000 euro). Insomma se l’azienda investisse circa 25.000 mila euro in strumenti il ricavo che ne conseguirebbe potrebbe ripianare la spesa in meno di cinque mesi con i soli ticket”. Maida “richiede ancora al Direttore Generale che provveda a far ripristinare il servizio di ecografia in radiologia perché continuare a non erogarlo rimane inspiegabile. La sanità – si legge nella nota – a macchia di leopardo non deve essere una prerogativa del momento, piuttosto rimane una logica della vecchia politica che allo stato non trova spazi di comprensione. Ovvio come tutto avvenga senza la partecipazione territoriale a tutti i livelli, sia istituzionali che civici”. Maida infine ricorda che “il decreto n. 9 è stato partorito prima che Scura venisse in Calabria e l’ha firmato senza conoscerlo, né tanto meno alla sua elaborazione sono stati richiesti pareri ai territori, se così fosse stato per gli ospedali di montagna si sarebbero originate dinamiche diverse seppur nella sostanza avere le stesse prerogative.Invece nulla, lo spartito è uguale per tutti e quattro gli ospedali. E ne è sorto – conclude – un atto sconclusionato dove a deciderlo sono stati teorici senza conoscenza delle peculiarità dei diversi contesti.