Lamezia: Sindacati inviano lettera aperta direttore Asp Catanzaro

Lamezia Terme – “In riferimento all’operazione “quinta bolgia” che, fatto salvo il principio di presunzione d’innocenza di tutte le persone coinvolte, ha svelato fatti e cose che erano, almeno in parte, sotto gli occhi di tutti ma, evidentemente, non apparivano nella loro gravità queste O.O.S.S. e la RSU, sentono il dovere di ringraziare tutti quei lavoratori dell’Ospedale di Lamezia Terme, sia Dirigenti che del Comparto che, con il loro agire, hanno tenuto alto l’onore e la dignità di essere tali; lavoratori appunto, che di fatto vengono ogni giorno mortificati dalla Direzione Sanitaria POU, con spostamenti continui di Personale e senza tenere conto del regolamento sulla mobilità approvato dall’Azienda e più volte invocata e richiesta da queste O.O.S.S., in vista delle nuove assunzioni di personale OSS ed Infermieristico, ribadendo il principio che la gestione del personale è di pertinenza dei Direttori Di Dipartimento, la Direzione Sanitaria insiste nel perpetrare tali abusi ritenendo di procedere in modo autonomo ed in difformità al regolamento aziendale”. Lo scrivono in una lettera aperta indirizzata al direttore generale facente funzione dell’Asp di Catanzaro Antonino Rappoccio(FP CGIL), Salvatore Arcieri( FP CISL), Salvatore De Biase(UIL FPL) e Bruno Grande(RSU) che aggiungono: “In ogni caso queste O.O.S.S e la RSU non possono tacere su atti e comportamenti di chi aveva il compito di vigilare e, allo stato dei fatti, risulta non aver esercitato il proprio ruolo. Ci si riferisce alla Direzione Sanitaria POU che, evidentemente, non solo non ha esercitato il proprio ruolo istituzionale di controllo ma, abdicando ad esso, ha permesso lo scempio che si è compiuto all’interno del P.O. di Lamezia. Direzione Sanitaria che oggi, forse per senso di colpa, cerca di porre rimedio, continuando in un’azione deleteria, frettolosa ed offuscata dall’operativismo vuoto di contenuti e capacità gestionali, coinvolgendo in modo selvaggio il personale OSS assegnato ai vari reparti, inserendolo a rotazione in una turnazione non meglio definita per il servizio alla “Morgue”, creando caos e sconforto nelle UU.OO. che avevano già provveduto con notevoli sacrifici personali a programmare i turni dei lavoratori, considerato l’approssimarsi del periodo delle festività natalizie.
La Direzione Sanitaria POU dimentica che il servizio “morgue” è di pertinenza della stessa, che il personale “necroforo” deve essere adeguatamente formato, e deve avere caratteristiche e competenze nel counseling e sostegno ai familiari, nella gestione della salma e piena conoscenza delle normative di polizia mortuaria, tutti elementi che non si ravvedono nella maldestra ed improvvisata disposizione a firma del Direttore Sanitario POU.
Il tutto lascia presagire un’azione di non aderenza alle procedure di gestione dei defunti, dei parenti e di quei lavoratori, che sottratti dal loro compito istituzionale di assistenza ai pazienti, rischiano di essere coinvolti, loro malgrado, in una situazione di disagio e rischio lavorativo.
Ed ancora, è necessario fare riferimento alla vicenda relativa al Centro INAIL, per la quale, queste O.O.S.S.e la RSU, rilevano un’ulteriore presa per i fondelli ai danni di un’intera Città e del suo Comprensorio poiché dopo l’ennesima inaugurazione in “pompa magna” nel mese di luglio di quest’anno, alla presenza delle massime istituzioni, ad oggi, a distanza di 4 mesi, registra una esigua attività nonostante l’assunzione di 40 unità di personale, molti dei quali, mobilitati dalla Direzione Sanitaria POU per rimpinguare gli organici ospedalieri per l’assistenza diretta ai pazienti. Ma in molti casi non è stato proprio così, perché il Personale oggetto di spostamenti, costituito da Infermieri e OSS, non è stato utilizzato per le funzioni o mansioni specifiche per le quali è stato assunto ed è stato impiegato, in altra parte, per coprire i vuoti generati dalla “mobilità selvaggia” adottata da codesta Direzione Sanitaria POU.
Inoltre, a tal proposito, si evidenzia che presso la Direzione Sanitaria POU, di recente, si è assistito ad un trasferimento improprio di professionalità formate e perfezionate nel tempo con notevole impiego di risorse, per essere sostituite con altro personale, con nessuna esperienza di Direzione Sanitaria, in alcuni casi sottratto ai reparti di degenza ed utilizzato in profili e ruoli diversi da quello di assunzione, OSS ed Infermieri, andando contro tutti i criteri di gestione ottimale e valorizzazione delle risorse umane! Addirittura, questa Azienda si concede il lusso che un OSS, assunto presso il Centro Integrato ASP-INAIL, venga utilizzato quale operatore informatico, con accesso ai dati sensibili dei pazienti o diagnosi riservate; in più viene messo a disposizione di un Dirigente Medico della suddetta Direzione Sanitaria, che continua a permanere presso la sede di Lamezia nonostante gli sia stato conferito l’incarico di responsabile della Direzione Medica dell’Ospedale di Soverato, presso il quale, dal mese di giugno, si è recato poche volte. Ci si chiede come si possibile che una Struttura Ospedaliera possa funzionare senza una presenza stabile del Direttore Sanitario, ma solo in maniera saltuaria! Per svolgere questo ufficio, è stata dotata anche di automezzo aziendale che rimane, quindi, inoperoso presso la Direzione POLT. La stessa viene accompagnata, non si riesce a capire a che titolo, dal predetto O.S.S. assunto in via esclusiva per il Centro INAIL presso la Fondazione Terina.
Solo per i non addetti, si precisa che gli Operatori Socio Sanitari (O.S.S.) sono adibiti esclusivamente alla assistenza diretta, come figura di supporto, all’ammalato (igiene personale, assitenza domestico-alberghiera, gestione dell’unità del malato, ecc…) e, certamente, non hanno la facoltà di accompagnare dirigenti sanitari che dovrebbero istituzionalmente, remunerati allo scopo, controllare e vigilare sul buon andamento delle strutture sanitarie a loro assegnate o essere adibiti ad attività diverse da quelle per le quali sono state assunte, perché questo genera malcontento tra i dipendenti pari livello e poco attenzione per la qualità dell’assistenza ai malati.
Infine, in riscontro a quanto pubblicato sulla stampa per quanto attiene una presunta disposizione di servizio emanata dal Direttore Generale, di far ruotare tutto il personale da un reparto a un altro, si precisa che tale atto sarebbe pregiudizievole per la dignità dei lavoratori ai quali verrebbero attribuiti in modo generico e non provate responsabilità, atto che non tiene conto delle professionalità acquisite e che comprometterebbe seriamente l’assistenza ai pazienti; nell’ambito assistenziale si va verso l’orientamento delle competenze specifiche e non generiche, per una migliore qualità dell’assistenza.
Alla luce di quanto evidenziato, si chiede alla S.V.I. una risposta immediata della Direzione Strategica per il recupero della Mission e della piena funzionalità della Direzione Sanitaria POU, attraverso il ricollocamento ai posti di appartenenza del personale trasferito in modo illegittimo, il recepimento e l’applicazione del DFP n° 0077189 P-4.17.1.16.2 del 22.11.2018 avente per oggetto il “possibile irregolare svolgimento dell’incarico di Direttore Medico del Presidio Ospedaliero Unico dell’ASP di Catanzaro”, l’utilizzo di personale dedicato con la Qualifica di “necroforo”, da ricercare secondo i dettami dell’ALLEGATO 1 “Declaratorie delle categorie e profili” del C.C.N.L. 20/9/2001 integrativo del C.C.N.L. del personale del comparto Sanità stipulato il 7/4/1999. Ai sensi dell’art.13 –comma 5- del C.C.N.L. 07/04/99 e non sottraendo risorse umane all’assistenza dei pazienti. Ed infine, la richiesta più sentita è quella di procedere con tutti i mezzi ed il contributo delle forze sane di questa Azienda, costituita da Professionisti e dipendenti di elevato spessore morale e professionale, all’implementazione e sviluppo di un clima organizzativo e gestionale sereno e moderno, funzionale al lavoratore e soprattutto ai Cittadini”.

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