Elisoccorso oltre 20 milioni l’anno: Madeo chiede chiarimenti e un piano per rafforzare l’emergenza territoriale

Cosenza, 2 luglio 2026 – È stata depositata un’interrogazione sul servizio di elisoccorso regionale, con l’obiettivo di chiarire costi, benefici e sostenibilità di una spesa che, su base annuale, supera i 20 milioni di euro. La vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, sottolinea la necessità di una gestione più oculata delle risorse pubbliche, affinché vengano garantiti fondi anche per il potenziamento delle ambulanze, la riduzione delle liste d’attesa e il rafforzamento della medicina territoriale.

Madeo evidenzia che l’elisoccorso rappresenta un servizio indispensabile in una regione caratterizzata da un territorio complesso, ma non può diventare l’unica risposta operativa, soprattutto a fronte di costi così elevati. Secondo i dati dell’Asp di Cosenza, nei mesi di marzo, aprile e maggio sono stati liquidati oltre 5 milioni di euro al gestore del servizio, pari a una media di circa 56 mila euro al giorno. Se il trend fosse confermato, il costo annuale supererebbe i 20 milioni, una quota rilevante del budget sanitario regionale.

La vicepresidente richiama inoltre le criticità persistenti nel sistema dell’emergenza territoriale: difficoltà nella copertura dei turni del 118, carenze di personale e problemi nella rete dell’emergenza-urgenza. In questo quadro, secondo Madeo, è necessario verificare se l’attuale organizzazione determini un ricorso all’elisoccorso superiore al necessario, anche a causa delle insufficienze del soccorso su gomma. Non mancano riferimenti ai recenti casi di ambulanze usurate e non adeguate, arrivate in Calabria da altre regioni.

L’interrogazione chiede alla Giunta se intenda adottare un piano straordinario di rafforzamento dell’emergenza territoriale, con il reclutamento e la stabilizzazione di medici dell’emergenza, personale infermieristico e figure dell’area critica. Si propone inoltre una rimodulazione delle risorse per potenziare il soccorso su gomma e ridurre il ricorso ai vettori aerei nei casi in cui ciò sia organizzativamente possibile.

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