Lamezia Terme, 22 luglio 2026 – Il recente via libera della Giunta regionale della Calabria ai nuovi modelli organizzativi per la gestione delle reti tempo-dipendenti, in particolare per le emergenze legate a ictus, traumi maggiori ed emodinamica, segna teoricamente un passo in avanti nella riorganizzazione della sanità regionale. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è quello di efficientare i percorsi di cura salvavita e garantire tempi di intervento tempestivi per le patologie tempo-dipendenti, dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Tuttavia, proprio sul fronte dell’Emodinamica, la nuova programmazione regionale riporta al centro del dibattito la singolare e complessa vicenda del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. L’ospedale lametino si trova infatti in una situazione di paradossale stallo che dura ormai da circa due anni: la nuova sala operatoria di Emodinamica, una struttura all’avanguardia finanziata con ben 2,3 milioni di euro tra interventi di adeguamento e dotazioni tecnologiche di ultima generazione, resta chiusa e inutilizzata in attesa dell’autorizzazione definitiva all’esercizio da parte del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria.
La vicenda rappresenta un nodo critico per l’intera rete cardiologica del comprensorio. Nonostante l’ingente investimento di denaro pubblico volto a dotare il reparto di Cardiologia di uno strumento fondamentale per il trattamento tempestivo dell’infarto acuto del miocardio e delle patologie coronariche complesse, le lungaggini autorizzative continuano a bloccare l’avvio operativo del servizio. Attualmente, l’assenza di un centro di Emodinamica attivo H24 a Lamezia Terme costringe i pazienti del vasto bacino d’utenza lametino e dell’area tirrenica a trasferimenti d’urgenza verso gli hub di Catanzaro, con inevitabili prolungamenti dei tempi di soccorso.
L’approvazione delle nuove linee guida regionali da parte della Giunta riaccende dunque i riflettori sull’opportunità e sull’urgenza di sbloccare una struttura già pronta all’uso. Rappresentanti politici locali, associazioni del territorio e operatori sanitari tornano a chiedere a gran voce che il Dipartimento Sanità completi al più presto l’iter prescrittivo e rilasci le necessarie autorizzazioni all’operatività. Rendere pienamente funzionale la sala di Emodinamica di Lamezia Terme non soltanto valorizzerebbe un investimento da 2,3 milioni di euro evitandone il degrado, ma permetterebbe di dare sostanza e concretezza ai nuovi modelli organizzativi approvati dalla Regione, garantendo ai cittadini del territorio un diritto alla salute tempestivo ed efficace.









