Sanità calabrese, il “secondo tempo” delle nomine: il peso della politica nella scelta dei direttori sanitari e amministrativi

Lamezia Terme, 18 settembre 2026 – L’ufficializzazione dei nuovi Direttori Generali delle ASP e delle Aziende Ospedaliere della Calabria ha avviato la fase decisiva della governance sanitaria regionale. Sulla carta, la scelta dei Direttori Sanitari e Direttori Amministrativi è una prerogativa esclusiva dei neo-DG, vincolata solo all’estrazione dei profili dagli elenchi degli idonei. Nei fatti, la costruzione del management di secondo livello risponde a logiche politiche precise, dove l’indirizzo della Cittadella e del presidente Roberto Occhiuto continua a esercitare un peso rilevante.

​L’elenco degli idonei definisce il recinto tecnico entro cui muoversi, ma la selezione finale da parte dei DG tiene conto anche degli equilibri complessivi dell’amministrazione regionale.

​La regia del Commissario ad acta: Nella gestione commissariale della sanità, le figure apicali aziendali devono garantire totale adesione al piano di rientro e al programma di riorganizzazione tracciato dal Presidente della Regione. L’allineamento tra DG e struttura commissariale rimane la priorità principale.

​Geografie di partito ed equilibri territoriali: La distribuzione dei vertici tecnici sul territorio tiene conto della rappresentatività delle varie forze politiche. La scelta dei bracci destri amministrativi e sanitari serve spesso a bilanciare le competenze territoriali tra le diverse province.

​Autonomia fiduciaria vs. indicazioni di governo: Pur mantenendo il potere formale di firma, i nuovi Direttori Generali operano in stretta sintonia con le direttive politiche regionali per garantire la tenuta istituzionale e la continuità delle riforme già avviate.

​Il completamento degli organigrammi fornirà l’assetto definitivo alle aziende sanitarie della regione, definendo sia il profilo tecnico della gestione che la sua sintonia con le priorità politiche del governo regionale.