Salto in alto, Stefano Sottile campione del mondo u.18

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Roma – Prima medaglia italiana ai Mondiali Allievi di Cali (Colombia) ed e’ un oro: il capolista stagionale dell’alto Stefano Sottile vola a quota 2,20 e conferma la sua leadership sulla pedana dello stadio “Pascual Guerrero” al termine di un duello infinito con l’ucraino Nikitin. Sedici salti nella progressione del 17enne piemontese di Borgosesia (Vercelli), che ha rischiato di perdere il podio a 2,14 e ha riagguantato un bronzo virtuale solo a 2,16 (entrambe le misure superate al terzo tentativo). Solo a 2,22 – quota che nessuno e’ riuscito a superare – l’azzurro ha avuto la certezza dell’oro. E’ il secondo titolo per l’Italia – il primo al maschile – nelle nove edizioni della rassegna iridata under 18, dopo quello di Alessia Trost sempre nell’alto a Bressanone 2009.

“Ancora non mi rendo bene conto di quello che e’ successo – il commento di Sottile a fine gara -. So solo che adesso dentro di me c’e’ una gioia immensa. E’ stata una gara tosta e non era partita nel migliore dei modi. Fino a 2,16 non riuscivo a saltare come so fare di solito. Poi grazie anche all’incitamento fortissimo dei miei compagni di squadra mi sono sbloccato. Ed e’ stata tutta un’altra storia!”. E’ un magic moment per l’alto azzurro: a marzo Silvano Chesani e Alessia Trost argento agli Europei indoor, sempre la Trost oro una settimana fa agli Europei under23 dove Eugenio Meloni e’ stato bronzo, e poi la sfida a suon di record italiano assoluto (2,34) tra Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi, tra i migliori al mondo in questa stagione. E adesso c’e’ anche Sottile con la sua medaglia d’oro: “Loro sono grandi campioni, io ho appena iniziato anche se non vedo l’ora di poter vestire la maglia della Nazionale assoluta anche io. Ma c’e’ ancora tanto da fare. Il mio mito e’ Mutaz Barshim, il suo stile mi piace troppo.Quando salta sembra che voli! A chi dedico questa vittoria? Alla mia allenatrice Valeria Musso”.

L’oro di Stefano Sottile e’ un metallo prezioso, perche’ forgiato nelle difficolta’ di una gara infinita, nella quale l’azzurro si e’ presentato per 16 volte ai giudici prima di gioire definitivamente. Una gara nella quale la medaglia piu’ preziosa – e addirittura il podio – e’ sembrata sfuggire dalle mani di Stefano: a 2,14 era solo quinto, a 2,16 si e’ arrampicato oltre l’asticella alla terza prova per riagguantare almeno il bronzo. Poi si e’ aperto l’orizzonte sull’oro: quel primo salto perfetto oltre 2,20, eguagliando il primato personale: dal campo di Borgosesia, dai tanti pomeriggi passati a ripetere i gesti in compagnia di Valeria Musso (un tecnico paziente, gia’ atleta e saltatrice a sua volta, e prima allenatrice anche dell’attuale primatista assoluto Marco Fassinotti), e’ arrivato in cima al mondo. Ma l’ucraino Dmytro Nikitin, il suo rivale piu’ pericoloso, non si e’ arreso neppure li’: ancora piu’ su a 2,22, con le due prove rimastegli. Anche Stefano ha saltato, perche’ quella misura avrebbe tolto, dopo 37 anni, il primato italiano a Roberto Cerri: un altro che veniva dai piedi delle Alpi, lato valdostano, e che troppo presto aveva alzato bandiera bianca dopo che le glorie giovanili erano state frustrate da un incidente in moto. Sottile comincia ora, vedremo quanto andra’ lontano.