Medusa, esclusa per sempre aggravante mafiosa per Gidari

Lamezia Terme – La seconda sezione della Corte d’Appello di Catanzaro ha deciso sul rinvio della Corte di Cassazione, escludendo definitivamente che la condotta di rilevazione di segreto d’ufficio addebitata al carabiniere Roberto Gidari fosse connotata da mafiosità. In particolare, il brigadiere in servizio presso il Comando di Lamezia Terme era stato tratto in arresto nel 2012 nell’ambito dell’operazione “Medusa” e poi condannato a 6 anni di reclusione, perchè ritenuto responsabile del reato di concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreto d’ufficio con l’aggravante di aver favorito il clan Giampà
La Corte d’Appello di Catanzaro riformulò la sentenza di primo grado, assolvendo Gidari dal concorso esterno di associazione mafiosa, e ritenendolo responsabile del reato di rivelazione di segreto d’ufficio senza però l’aggravante della mafiosità. Avverso tale sentenza, interpose appello il procuratore generale della Corte d’Appello di Catanzaro e la Corte di Cassazione, pur confermando l’assoluzione di Gidari per il reato di concorso esterno di associazione mafiosa, annullò la sentenza nella parte in cui la Corte d’Appello aveva escluso che la rivelazione del segreto fosse finalizzato ad avvantaggiare un clan mafioso. Secondo la Corte di Cassazione, la Corte d’Appello non aveva motivato le ragioni per le quali fosse da escludere l’aggravante della mafiosità.
Da qui il nuovo giudizio, celebrato oggi, e conclusosi in serata con una sentenza che ha confermato l’esclusione dell’aggravante della mafiosità e, nel contempo, ha sospeso gli effetti della condanna condizionatamente alla pena inflitta per rivelazione del segreto. Questo significa che il brigadiere Roberto Gidari, che è stato difeso dall’avvocato Francesco Gambardella, nell’espletamento delle sue funzioni non ha mai violato i suoi doveri d’ufficio. Una notizia che certamente qualcuno dall’alto del cielo avrà condiviso. Cioè l’avvocato Francesco Pagliuso che ha sempre  sostenuto nelle sue arringhe difensive, quando lo difendeva,  l’assoluta innocenza e la estreneità dello stesso dai capi d’accusa. L’avvocato Pagliuso, infatti, fin dal primo giorno del coivolgimento del brigadiere Gidari nell’operazione “Medusa”, insieme al suo collega Gambardella, è rimasto vicino alla famiglia  sostenendola moralmente e che anche oggi lo ringrazia per l’affetto che gli ha dimostrato.

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