Prima campanella, emozione e orizzonti puliti: auguri per il nuovo anno scolastico

Lamezia Terme, 14 settembre 2026 – C’è un suono, tra i tanti della nostra quotidianità, che ha il potere unico di azzerare il tempo e riaccendere i ricordi. È quello della prima campanella di settembre. Un trillo secco, imperioso, ma gravido di attese.

​Da giornalista, abituato a raccontare le cronache dei fatti e le questioni del nostro territorio, trovo che il rientro a scuola sia ogni anno il vero, autentico «Capodanno» della nostra comunità. È qui, tra i corridoi e le aule, che la società imposta il proprio futuro, molto più che nelle stanze della politica o nelle analisi economiche. Il futuro delle nazioni è strettamente legato all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni. Investire nei giovani significa costruire le basi per lo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese, rappresenta il migliore degli investimenti che una nazione possa fare. 

​Ai ragazzi desidero dire una cosa semplice: riappropriatevi della bellezza della scoperta. Non abbiate fretta di “sapere tutto” con un semplice tap sullo schermo. Usate questi mesi per fare domande scomode, per dubitare, per appassionarvi, per sbagliare e per riprovarci. La scuola non è solo un posto dove si ricevono voti, ma la palestra in cui imparate a tenere saldo il timone della vostra vita. Guardate ai banchi come al trampolino per il vostro domani: abbiate il coraggio di sognare in grande e di accettare la fatica che i grandi sogni richiedono.

​Alle famiglie, va il mio pensiero più solidale. Sostenere un percorso scolastico significa spesso incastrare orari impossibili, affrontare sacrifici economici e, soprattutto, vivere quel perenne, delicato esercizio di fiducia che consiste nel veder crescere i propri figli lasciando loro lo spazio per cadere e rialzarsi. Vi auguro di essere porto sicuro e mai prigione, alleati saldi delle istituzioni educative per fare squadra attorno ai ragazzi.

Il futuro della nostra nazione passa dalla formazione dei nostri figli. 

​Agli insegnanti e a tutto il personale della scuola va la gratitudine più profonda. Il vostro non è un semplice lavoro: è una missione di orientamento umano e civile. In tempi complessi, dove tutto scorre veloce e in superficie, voi avete il compito prezioso di accendere nei giovani il fuoco della curiosità e del pensiero critico. Vi auguro la pazienza, la passione e la forza di guardare ciascun alunno non come un registro da riempire, ma come un’opportunità da far fiorire.

​A tutti voi — studenti, genitori, docenti — auguro un anno scolastico vivo, generoso di soddisfazioni, ricco di umanità e di nuove rotte da esplorare. Buona strada e buon  anno!