Archeologia: Bruno recuperare Ascia votiva di San Sosti

franco-bruno-web-21Cosenza – L’onorevole Franco Bruno ha presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini per il recupero dell’ascia votiva rinvenuta a San Sosti e attualmente esposta al British Museum. “L’ascia ha un valore unico – sottolinea Franco Bruno nell’interrogazione – non solo perché testimonia la ricchezza archeologica del territorio e tristemente il suo depauperamento, ma anche perché l’epigrafe rappresenta il più antico documento scritto in dialetto dorico acheo. Il destino della scure, risalente al VI sec. a.C., è significativo: si crede sia stata offerta come ex voto da un pugile, vincitore di un’Olimpiade. Nel 1857 era ancora a San Sosti quando cadde nelle mani di un mercante romano e fu acquistata da sir Charles Thomas Newton allora curatore della sezione antichità del ascia-sansostiBritish Museum da cui non è più tornata. Il comune di San Sosti cerca di farla rientrare da circa trent’anni, anche con il sostegno dei vari ministri che si sono succeduti nel tempo, ma senza risultati. La questione del rientro dei beni culturali è complicata e, nonostante siano stati fatti molti passi avanti, giustamente San Sosti rivendica il reperto soprattutto se si pensa a quanto ammonterebbe il beneficio economico se si potesse esporre la scure in Calabria. Nell’interrogazione l’on. Bruno propone, inoltre, in attesa di una positiva risoluzione del contenzioso con il British Museum, di esporre l’ascia almeno per alcuni mesi in Calabria. Per San Sosti sarebbe una grande occasione per attirare turismo in un comune che già vanta bellezze storiche e paesaggistiche uniche: basti pensare al Santuario della Madonna del Pettoruto, un luogo estremamente mistico racchiuso tra le montagne, la gola del fiume Rosa e Artemisia, antico borgo bizantino” conclude Bruno.