Sanità Calabria: avviato il percorso per l’uscita dal commissariamento dopo 16 anni, ma mancano i decreti attuativi

Lamezia Terme, 9 luglio 2026 – A quasi sedici anni dall’inizio della gestione straordinaria, la sanità della Regione Calabria si trova a un bivio storico. I dati e lo stato dell’arte sul percorso di risanamento del Servizio Sanitario Regionale sono stati illustrati da Natalia Di Vivo, dirigente dell’Area Monitoraggio Lea e Piani di rientro di AGENAS, durante l’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera. Sebbene la strada verso la normalizzazione sia tracciata, la Calabria rimane in una fase di transizione burocratica e tecnica che ne prolunga, di fatto, il regime di monitoraggio speciale.  

​Il quadro storico di un commissariamento record

​La Calabria è entrata ufficialmente nel Piano di Rientro dal disavanzo sanitario il 17 dicembre 2009. A causa della persistente impossibilità di raggiungere in autonomia gli obiettivi finanziari e strutturali stabiliti, la gestione straordinaria si è inasprita pochi mesi dopo, facendo scattare formalmente il commissariamento governativo a luglio 2010. Insieme al Molise, la Calabria rappresenta uno dei casi più longevi in Italia di gestione sostitutiva da parte dello Stato, attivata per tutelare l’unità economica e garantire i livelli essenziali di assistenza sul territorio.

​Lo stato dell’arte a luglio 2026 e l’uscita tecnica

​La situazione attuale della Regione presenta un paradosso normativo, evidenziato dalla stessa AGENAS come sintomo di un sistema nazionale privo di regole di uscita predefinite e condivise. Sebbene il Consiglio dei Ministri abbia formalmente emanato la delibera di cessazione del Commissariamento per la Regione Calabria, la fase di uscita non è ancora stata perfezionata. La macchina amministrativa si trova tuttora in una fase di transizione fino al completamento formale di tutti i passaggi burocratici previsti. Inoltre, in conformità con la Legge 191/2009, la fine della gestione straordinaria del Commissario ad acta non coincide con la totale libertà d’azione della Regione. La transizione verso la gestione ordinaria comporta l’approvazione, tramite apposito Decreto del Consiglio dei Ministri, di un nuovo Programma Operativo 2026-2028, che è attualmente in corso di redazione da parte degli uffici regionali.

​Il monitoraggio futuro tra equilibrio economico e LEA

​Anche quando il commissariamento sarà formalmente concluso, la sanità calabrese resterà sotto la lente d’ingrandimento dei ministeri competenti. La Calabria passerà semplicemente dal regime commissariale a un monitoraggio trimestrale congiunto effettuato dal Tavolo di verifica degli Adempimenti presso il MEF e dal Comitato LEA presso il Ministero della Salute. Questo esame parallelo verificherà costantemente sia il rispetto dell’equilibrio economico-finanziario del bilancio sanitario regionale, sia l’effettiva erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. L’obiettivo finale di AGENAS è infatti garantire che il necessario risparmio economico non si traduca in una contrazione del diritto alla salute o in una minore qualità delle prestazioni erogate ai cittadini sul territorio calabrese.