Migranti: Corbelli, la Calabria ha scritto un’altra bella pagina

corbelli-03-07
Catanzaro – “Esprimo il mio commosso ringraziamento al personale dell’Ufficio sanitario della Questura di Reggio e alla Polizia scientifica della citta’ dello Stretto, che, in pochi giorni, sono riusciti a dare una identificazione a molte delle 45 salme(36 donne, 6 uomini e tre bambini, vittime degli ultimi naufragi, sbarcate domenica al porto di Reggio) e a ottenere la loro sepoltura nel piccolo cimitero di Armo della citta’ reggina, messo a disposizione dal comune, evitando in questo modo che quei corpi, tenuti per quattro giorni in un tir, venissero sballottati nei diversi ospedali della regione che erano stati allertati dal Prefetto di Reggio”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Oggi la Calabria – aggiunge – ha scritto un’altra bella, commovente pagina di solidarieta’ , di umanita’ e civilta’ dando a molte delle 45 salme un nome e un cognome e, a tutte, una degna sepoltura. Un grazie commosso va alla Questura di Reggio, all’Amministrazione comunale e a quanti altri hanno contribuito a questa iniziativa di solidarieta’. Oggi ho risentito al telefono il bravo e sensibile dirigente della Questura che lunedi’ sera aveva chiesto aiuto a Diritti Civili per la sepoltura di queste salme. Ho cosi’ appreso direttamente da lui che l’operazione si era conclusa, con l’identificazione di molte salme e la sepoltura di tutte e 45. Dei tre bambini, di eta’ tra 6 mesi e un anno, due(un maschietto e una femminuccia) sono stati gia’ identificati. Resta da identificare una bambina. Sono stati raccolti tutti i loro effetti personali, per poter consentire in futuro la loro identificazione. Dei tre bambini uno, nel naufragio, ha perso anche la mamma. Sono nuove vittime(come tutte quelle recuperate oggi davanti alla Libia e nel Mediterraneo) che pesano sulla coscienza dell’Unione europea che sottoscrivendo, nei mesi scorsi, il disumano e vergognoso patto con la Turchia e sbarrando le frontiere, ha di fatto condannato a morte questo popolo povero e disperato, in fuga da guerre, persecuzione e miseria. Questi poveri migranti, la Calabria li accoglie, dando anche una degna sepoltura ai morti. L’Europa invece gli chiude le porte e li condanna a morte! Le storie di questi sfortunati immigrati, che perdono la vita nei tragici naufragi e che non si sa nemmeno dove seppellire – conclude Corbelli – spezzano il cuore e purtroppo confermano quanto sia assolutamente indispensabile e urgente la realizzazione, a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti, per il quale lotto ininterrottamente da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013”.