Ambiente: accordo Regione-Arpacal su siti inquinati, sono 400

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Catanzaro – Sono circa 400 i siti potenzialmente inquinati presenti in Calabria che la Regione ha registrato in una apposita anagrafe del Piano regionale delle Bonifiche; siti che l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal) sara’ chiamata a verificare in una attivita’ di ricognizione, per stabilire l’ordine di priorita’ dei successivi interventi di bonifica. Stessa procedura sara’ attivita’ per i siti industriali dismessi e per le aree costiere dove sono stati individuati relitti di imbarcazione abbandonati. E’ questo l’oggetto della convenzione siglata oggi dal Direttore generale dell’Arpacal, Sabrina Santagati, e dal dirigente generale del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, Domenico Pallaria. “La normativa nazionale – si legge in un comunicato stampa dell’Arpacal – riconosce alla Regione il compito di predisporre un Piano per le bonifiche delle aree contaminate ed una anagrafe dei siti individuati. La Calabria, per questa specifica attivita’, gia’ nel 2002 si era dotata di un Piano di bonifica che sta per essere aggiornato. L’aggiornamento – pprosegue la nota – consiste in un censimento dei siti e l’elaborazione della cosiddetta funzione del rischio che, in sostanza, determinera’ l’ordine di priorita’ di intervento su scala regionale. Proprio questa fase di verifica e aggiornamento dei dati, individuandone il potenziale rischio, e’ stata demandata dalla Regione all’Arpacal che, attraverso il coordinamento dei dipartimenti provinciali da parte della Direzione scientifica, realizzera’ i sopralluoghi “in sito” eseguendo indagini geofisiche, analisi chimiche e fisiche ed elaborando, quindi, un documento finale di analisi di rischio relativa”.
“Dopo i primi adempimenti connessi alla stipula di questa convenzione – ha dichiarato il Direttore generale dell’Arpacal, Santagati – il nostro personale tecnico sara’ in grado di garantire il rispetto dei tempi e dei protocolli scientifici previsti, in modo da permettere alla Regione di assolvere a quanto previsto dalla normativa nazionale di settore”.