Pasqua: Calabria, a Verbicaro il rito dei flagellanti

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Lamezia Terme – E’ una festa che affonda le proprie radici nel Medioevo quella che a Verbicaro, comune del Pollino, si ripete in occasione della Pasqua, ogni Giovedì Santo, e che vede rinnovare il rito dei ”battenti” o ”flagellanti”. Una cerimonia che si sta per ripetersi anche quest’anno. Gli uomini che si dovranno flagellare si riuniscono in una cantina del paese e, dopo essersi cambiati d’abito ed indossata una tunica rossa, iniziano a schiaffeggiarsi le gambe aiutati dal ”cardillo”, uno strumento di tortura formato da un cilindro di sughero sul quale sono infisse cinque punte di vetro acuminate. Dopo aver fatto fuoriuscire il sangue, si cingono il capo di un fazzoletto vermiglio come la veste ed iniziano a correre con le mani incrociate sul petto per le vie del paese. I flagellanti devono compiere tre giri di tutto l’abitato, avendo cura di fermarsi davanti alle chiese, alle edicole sacre e dai familiari ed amici prima di lavarsi nella fontana. Cosi facendo, i battenti percorrono lo stesso percorso che la processione attraversera’ due ore dopo, all’alba, e che si concludera’ la mattina successiva.