Minorenne stuprata: vertice a Reggio, Boschi 3 ore in prefettura

maria-elena-boschiReggio Calabria – E’ durato circa tre ore, nella prefettura di Reggio Calabria, il vertice con il ministro Maria Elena Boschi, titolare della delega alle Pari Opportunita’, sulla vicenda della ragazzina stuprata per tre anni a Melito Porto Salvo. Si e’ trattato, come spiega una nota diffusa al termine dalla prefettura, di una riunione tecnica di coordinamnto delle forze di polizia. Vi hanno partecipato anche il Presidente del Tribunale per i Minorenni, il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria – DDA, nonche’ l’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria e Bova.
Fra i presenti, anche Dorina Bianchi, Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e Turismo, il Presidente della Regione Calabria, il Presidente del Consiglio regionale, il Sindaco del Comune di Reggio Calabria, il Presidente della Provincia, il Sindaco di Melito Porto Salvo, la Presidente della Commissione regionale per le pari opportunita’ e la consigliera provinciale di parita’, nonche’ i segretari generali delle organizzazioni sindacali ed i referenti delle associazioni antiviolenza operanti nel territorio. “L’occasione – si legge nella nota – e’ stata propizia per un attento e proficuo dialogo, dove e’ emersa la ferma volonta’ del Ministro di intensificare ulteriormente gli sforzi per arginare e contrastare ogni forma di violenza contro le donne come ogni forma di violenza di genere”. Il ministro ha ricordato la recente istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Pari Opportunita’, della Cabina di Regia prevista nell’ambito del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015. Il Prefetto di Reggio Calabria, nel sottolineare la propria vicinanza ad ogni donna vittima di violenza, ha assicurato “costante attenzione nei confronti di tale delicatissima fenomenologia criminale”.

Minorenne stuprata: Boschi, bisogna rompere muro omerta’
“E’ stata una riunione operativa e quindi c’e’ voluto un po’ di tempo per ascoltarci a vicenda”. Cosi’ il ministro Maria Elena Boschi, che intorno alle 14.30 si e’ concessa ai microfoni dei giornalisti dopo la riunione iniziata alle 11 nella Prefettura di Reggio Calabria sui fatti di Melito Porto Salvo, dove una tredicenne e’ stata vittima di violenza sessuale di gruppo per due anni. “Abbiamo voluto organizzare un incontro – ha proseguito il ministro per le Riforme ed i rapporti con il Parlamento che ha anche la delega alle Pari Opportunita’ – con il prefetto e con tutte le istituzioni, dalla Regione alla citta’ metropolitana ai sindaci dei comuni interessati, ma in generale anche con tutti i rappresentanti della societa’ civile, dalle associazioni ai centri antiviolenza, i sindacati e le scuole. Abbiamo avuto prima un incontro riservato, col prefetto, con l’arcivescovo, con i rappresentati delle forze dell’ordine, con l’autorita’ giudiziaria, per avere il quadro che riguarda nello specifico la vicenda di Melito Porto Salvo e della ragazza che abbiamo chiamato Maddalena (nome di fantasia)”.
Alla riunione ha partecipato il presidente del Tribunale per i minorenni Roberto Di Bella, il procuratore aggiunto della Procura di Reggio Calabria Gerardo Dominijanni, e l’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini. Alla seconda riunione, invece, hanno partecipato tra gli altri anche il sottosegretario Dorina Bianchi e il governatore Mario Oliverio. “Credo pero’ che sia stato importante – ha sottolineato Boschi – oltre a un approfondimento sul caso specifico di Melito, cercare di impostare il lavoro che deve riguardare piu’ in generale casi analoghi per evitare che si possa ripetere e perche’ magari ci sono purtroppo altre Maddalena, o magari anche dei ragazzi, vittime di violenze o di maltrattamenti, che non hanno il coraggio di denunciarli. Credo – ha detto ancora il ministro – che sia importante dare un segnale forte per rompere il muro del silenzio, perche’ chi e’ vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi, devono vergognarsi coloro che compiono atti di violenza. C’e’ stato un grande lavoro da parte dell’autorita’ giudiziaria e delle forze dell’ordine per fare emergere questa vicenda, credo che sia importante pero’ il lavoro che comincia oggi e che continua per tanti aspetti sulla educazione, soprattutto al rispetto, alla parita’ di genere, al rispetto delle donne e al contrasto a ogni forma di discriminazione e di violenza, che comincia dalle famiglie, dalla scuola soprattutto”.

“Abbiamo anche preso un impegno – ha rivelato il ministro – a finanziare per riaprire il prima possibile proprio nel liceo dove studiava Maddalena il centro di ascolto per studenti e studentesse, perche’ abbiano qualcuno qualificato che li ascolti e che possa raccogliere eventualmente il loro disagio per cercare di individuare insieme delle soluzioni a partire dalla scuola, ma anche poi per il percorso che accompagna le vittime, cercando il piu’ possibile di avere una vita il piu’ normale possibile ricominciando ad andare a scuola, e per chi e’ piu’ adulto ad avere un inserimento nel mondo del lavoro. Credo che sia importante un lavoro di coordinamento a tutti i livelli istituzionali, come abbiamo fatto, come fa la cabina di regia contro la violenza che abbiamo istituito la scorsa settimana. Con il presidente della regione e coi sindaci ci siamo dati appuntamento periodicamente per confrontarci e cercare di individuare strategie coordinate e condivise. Crediamo – ha spiegato – che debbano spegnersi le luci su Maddalena perche’ possa riacquistare una normalita’ che adesso non ha, anche gli organi di informazione hanno fatto un lavoro importante perche’ non passasse sotto silenzio questa vicenda e potesse essere denunciata e questa ragazza e questa famiglia potesse non sentirsi sola, credo pero’ che sia anche giusto lasciare a lei la possibilita’ adesso di riacquistare una normalita’ difficile da ricostruire mentre dobbiamo tenere accese le luci, alta l’attenzione non abbassare mai la guardia, sul problema invece della violenza sulle donne, sui maltrattamenti e su evitare che questo possa succedere. Sapendo che ci sono dei responsabili, e che la magistratura – ha concluso – dovra’ fare il proprio lavoro e che non fara’ sconti a nessuno”.
Minorenne stuprata: Bianchi, vittime non devono essere sole
“Non lasciare sole le vittime di violenza e’ una priorita’. Oggi la nostra partecipazione a Reggio Calabria ad un incontro con le istituzioni locali e gli operatori che si occupano di combattere questo triste fenomeno, vuole sottolineare, con forza maggiore, che alla violenza si deve reagire e che le vittime non devono avere paura di denunciare perche’ supportate da una comunita’ che non le abbandona e sta accanto a chi subisce”. Lo ha detto il sottosegretario al Turismo, Dorina Bianchi, che stamani, con il ministro Maria Elena Boschi, ha partecipato nella citta’ calabrese a una riunione tecnica sulla vicenda della tredicenne stuprata a Melito Porto Salvo. “Il nostro impegno – ha detto Bianchi – sara’ rivolto a potenziare la presenza delle associazioni che si occupano di violenza contro le donne e per avviare percorsi di prevenzione all’interno delle scuole, attraverso dei punti di ascolto. Per il 21 ottobre, sempre nel paese del Reggino, e’ stata programmata – ha concluso – una nuova iniziativa in cui si spera di coinvolgere il mondo dell’associazionismo e le istituzioni a livello nazionale”.
Minorenne stuprata: Magorno, positive misure annunciate da Boschi
“Bene l’iniziativa annunciata dal Ministro Boschi sul finanziamento del centro d’ascolto a Melito. Insieme contro ogni violenza”. Cosi’ il segretario del Pd Calabria, Ernesto Magorno, commenta la decisione, annunciata dal ministro Boschi, di attivare un centro d’ascolto a Melito contro la violenza di genere.